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Cambogia

Lungo la via dei Re, all’ombra del passato, antiche pietre raccontano le gesta del popolo Khmer, un tempo padrone di tutte le terre che vanno dal Mar della Cina fino a quelle lambite dal Mar delle Andamane

La Cambogia, un paese capace di offrire scenari indimenticabili, con un passato recente molto duro che non ha cancellato la cordialità e l’ospitalità del suo popolo, sbalordisce ed esalta per la quantità di templi, molti dei quali recuperati dalla giungla, che mostrano la grandezza di una civiltà dimenticata e riscoperta dopo secoli di oblio.

La bellezza unica dell’Angkor Wat ci porta ancora più indietro nel tempo e davvero crederemo di essere arrivati in un’altra epoca. Sono, quelle di Angkor, pietre che sanno parlare e, a chi le interroga, raccontano le gesta dei grandi sovrani, narrano antichi miti, evocano l’immagine di divinità onnipossenti, descrivono la vita quotidiana di un popolo che diede inizio all’epoca storica che trovò il suo compimento in questo straordinario complesso.

La Cambogia, oggi, mostra la spontaneità di un popolo accogliente ed uno dei siti archeologici tra i più belli al mondo, testimonianza di un’ antica civiltà fiorente e straordinariamente evoluta.

Fondata nel 1434 dal Re Ponhea Yay, divenne la capitale della Cambogia verso la metà del XV secolo quando fu abbandonata Angkor. Sorge sulla pianura centro-meridionale, alla confluenza dei fiumi Mekong, Tonlé Sap e Bassac, e conta una popolazione di circa 700.000 abitanti. Durante l’occupazione francese divenne una delle più belle città dell’Indocina e nonostante abbia subito negli ultimi trent’anni le profonde violenze della guerra civile, conserva ancora oggi il suo fascino e la sua atmosfera che ricorda il periodo coloniale.

La visita alla città può riservare grandi sorprese a cominciare dal Palazzo Reale, costruito nel 1434. Dentro le sue mura sono stati eretti magnifici edifici come il Palazzo del trono, la Pagoda d’argento, chiamata così per il suo pavimento coperto da piastrelle d’argento, e da altri bellissimi padiglioni e stupa. Accanto al Palazzo Reale vi è il Museo Nazionale, che è ospitato in un edificio del 1920 e raccoglie un’incredibile collezione di opere d’arte e sculture del periodo Khmer e di epoche antecedenti. Per non dimenticare l’atroce passato è stato creato il Museo Tuol Sleng, nel luogo dove nel 1975 vi era una scuola superiore e che fu in seguito occupata dalle forze di Pol Pot e adibita a centro di detenzione e di tortura.

Oggi il museo testimonia gli orrendi crimini compiuti dai Khmer Rossi che, come i nazisti, tennero una meticolosa registrazione delle loro barbarie. Fra i numerosi mercati della città che commerciano una incredibile varietà di merci, i più noti e frequentati sono il Mercato Centrale e il Mercato Tuol Tom Pong, famoso per i suoi articoli d’antiquariato. Nei dintorni di Phnom Penh si può visitare il Campo di Sterminio Choeung Ek, dove tra il 1975 e il 1978 circa 17.000 persone furono uccise. Per ricordare quella orribile strage è stato eretto uno stupa che conserva più di ottomila teschi esumati dalle fosse comuni.

DINTORNI DI PHNOM PENH

UDOG

Situata in una piacevole zona collinare vi è questa antica città che fu capitale della Cambogia fra il 1618 e il 1866. Vi sono ancora molte rovine e templi che testimoniano l’antico splendore della città.

TONLÈ BATI

Tonlè Bati Nelle vicinanze di questa località vi sono diversi siti storici di notevole interesse. I monumenti più preziosi sono il Tempio Ta Prohm, fatto costruire dal re Jayavarman VII, e il Tempio Yeay Peau.

PHNOM CHISOR

Nella piana di Phnom Chisor vi sono alcuni templi dell’XI secolo, come il bellissimo tempio Phnom Chisor, e i templi Sen Thmol e Sen Ravang.

Siem Reap è una delle città più famose di tutta la Cambogia. Vanta una posizione invidiabile tra le rovine dell’antica città di Angkor Wat ed il grande lago di Tonle Sap, nella zona nord-ovest del paese. La città sorge su un’area piena di meraviglie artistiche e naturali, fra cui le grandi cascate che circondano la zona dei templi che a loro volta sono completamente ricoperti di bellissimi bassorilievi.

Inoltre su una delle colline nelle vicinanze è presente una bellissima statua del Buddha coricato. Indubbiamente Siem Reap risulta la città a più rapida espansione di tutto il paese, trasformatasi nell’ultimo decennio in uno dei maggiori e più affascinanti centri turistici, anche grazie alla sua posizione strategica ideale per visitare i famosissimi templi di Angkor, capolavori dell’architettura Khmer dichiarati patrimonio Unesco.

Angkor, l’antica capitale Khmer che sorge nella provincia nordoccidentale di Siem Reap, con i suoi spettacolari templi costruiti da sette a undici secolo fa, rappresenta il sito archeologico più grande e più importante al mondo.

La grandezza di questa città con le sue centinaia di templi monumentali e pregiate opere architettoniche, molte delle quali ancora semi sepolte dalla jungla, fu fatta conoscere all’occidente da un giovane naturalista francese, Henri Mouhot, che nel 1858 si imbatté in queste rovine. Grazie ai suoi diari il mondo scoprì le meraviglie e i misteri della civiltà Khmer.

Iniziò così una lunga opera di restauro che è tuttora in corso e che ha portato alla luce gran parte degli spettacolari monumenti di questa capitale. Fra le decine di monumenti, in gran parte raggiungibili con un circuito di ben 26 km, quelli che destano maggior interesse sono l’Angkor Thom, la città fortificata, estesa su 10 kmq e racchiusa dentro alte mura con cinque grandi porte di ingresso.

All’interno vi sono i più importanti monumenti della città come il Bayon, fatto costruito dal Re Jayavarman VII e composto da 49 torri da cui sporgono 172 gigantesche facce del Buddha-re, e la Terrazza degli Elefanti, lunga 50 metri e usata come tribuna per le riviste militari. A poca distanza dalle mura di questa città si erge monumentale l’Angkor Wat, un immenso tempio con altissime torri e preziosi bassorilievi che copre una superficie di quasi 2 km, fatto costruire dal Re Suryavarman II in onore di Vishnu e circondato da un ampio fossato.

Miracolosamente risparmiati da decenni di guerre e protetti da una fitta vegetazione altre decine di templi si dispongono su una vasta area. Fra i più antichi vi sono il Ta Keo, fatto costruire dal Re Jayavarman V (968-1001) e dedicato al culto di Shiva, e il Preah Ko, eretto da Indravarman I alla fine del IX secolo.

Le imponenti mura e i grandi fossati che difendevano la città dimostrano anche le grandi capacità di ingegneria dell’antico popolo Khmer che ci ha lasciato un incredibile tesoro archeologico, considerato una delle meraviglie del mondo.

Nei pressi di Siem Reap si trova il lago Tonle’ Sap, che con i suoi caratteristici villaggi è stato riconosciuto dall’Unesco Riserva della Biosfera. Il livello di profondità del Tonle’ Sap varia dai 3 ai 15 metri, e durante la stagione delle piogge diventa il più grande lago di tutta l’Asia. Il ciclo delle sue acque determina la vita degli abitanti di oltre 150 villaggi galleggianti. Questi villaggi sono caratterizzati da vere e proprie case costruite su palafitte, che nella stagione piovosa sembrano letteralmente galleggiare sulle acque del lago.

Gli abitanti traggono dal Tonle’ Sap tutto quello di cui necessitano, vivendo in gran parte di attività quali la costruzione di barche, la pesca e l’allevamento di gamberi. Il fascino di questo luogo lo rende uno dei più caratteristici da visitare.

La tranquilla provincia di Kompong Thom si trova nella pianura alluvionale del lago Tonle Sap, a circa due ore da Siem Reap, ed è il luogo archeologicamente più rilevante di tutta la Cambogia, subito dopo Angkor e Preah Vihear. Nella foresta si nascondo molteplici templi sia ankgoriani che

di epoche precedenti. Tra i templi cittadini il più famoso è il Wat Kompong Thom, insieme al sito archeologico di Sambor Prei Kuk e l’antica città di Isanapura.

Battambang si trova nel cuore di una regione fertile e verdissima chiamata “la ciotola di riso della Cambogia”, non lontano dal confine con la Thailandia. Pur essendo la seconda città più grande della nazione, è tranquilla e placida. Strade silenziose, piccole botteghe, locali e pochi turisti: un luogo rimasto fermo nel tempo, ancorato alle tradizioni e ai ritmi di campagna. Il fascino di Battambang sta proprio nella sua autentica semplicità. Girovagando tra le verdi campagne e le infinite distese di risaie, potrete scoprire la Cambogia meno conosciuta.

Adagiata sulle sponde dell’imponente fiume Mekong, Kompong Cham è una tranquilla cittadina di circa 50.000 abitanti facilmente raggiungibile da Phnom Penh, e circondata da un piacevole ambiente naturale. Fuori dai classici itinerari turistici, la città non è molto grande e conserva ancora oggi chiare tracce del suo passato coloniale. Si divide principalmente in due zone distinte e

collegate tra loro dal Kizuna Bridge (lungo ponte interamente costruito in bambù). Il centro città vero e proprio, e una parte decisamente rurale caratterizzata da piccoli villaggi molto poveri costruiti su palafitte di legno.

Sulla costa meridionale della Cambogia la più importante località balneare è senza dubbio Sihanoukville, che con la sua atmosfera hippie e rilassata, offre ai visitatori numerose spiagge di sabbia dorata, strutture per ogni gusto, ristoranti e locali; il tutto arricchito dalla simpatia e

dall’ospitalità proverbiale dei suoi abitanti. Le persone popolano spiagge e bar, ma l’atmosfera è comunque tranquilla e decisamente rilassante. Le spiagge più frequentate sono Sokha, Serendipity e Occheuteal Beach, dove è possibile noleggiare ombrellone e lettini, bere ottimi cocktail o mangiare pesce alla griglia direttamente sulla spiaggia. Se volete un pò più di quiete, basta spingersi a sud

e raggiungere Otres Beach, una spiaggia di sabbia bianca che si protrae a perdita d’occhio. Sono presenti centri diving che organizzano indimenticabili immersioni ed escursioni nelle acque incontaminate delle isolette appena al largo, dove si possono ammirare barriere coralline intatte che

ospitano infinite specie di pesci. Le selvagge isolette si raggiungono in meno di un’ora di barca da Sihanoukville.

E’ un’isola della provincia di Sihanoukville conosciuta per le insenature sabbiose e le barriere coralline, ma non solo, infatti nell’entroterra, la fitta foresta è ricca di palme da cocco e suggestive cascate. Koh Rong conserva ancora il fascino di una terra inesplorata fatta di spiagge e natura.

Arrivando al porto di attracco principale, potrete ammirare le case locali con i tetti di paglia immerse nella giungla, i pescatori al lavoro sulla banchina e i bambini che corrono allegri sulle spiagge. Non ci sono automobili, smog e folla, ma solo tanta pace accompagnata dal suono dello sciabordio delle onde. Da qui è facilmente raggiungibile l’atollo di Koh Rong Samloen: un isolotto situato a circa 45 minuti di distanza da Koh Rong. Raggiungibile in battello, l’isola è consigliata agli amanti dello snorkeling, e alle coppie in cerca d’intimità e romanticismo: il fiore all’occhiello dell’isola è proprio una particolare baia a forma di cuore. La straordinaria fauna locale spazia dai macachi agli scoiattoli neri, dalle aquile di mare a salamandre, lucertole e iguane di dimensioni notevoli.

Altre informazioni:

La Cambogia rientra nell’area monsonica e presenta due principali stagioni climatiche. Un periodo piovoso che va da maggio a settembre, che coincide con l’arrivo del monsone durante il quale si registrano temperature moderatamente elevate. Il massimo delle precipitazioni si concentra in settembre. Da ottobre a febbraio si ha la stagione secca, con temperature piacevoli relativamente fresche. Pertanto pur essendo la Cambogia un territorio che si può visitare in qualsiasi periodo dell’anno, dal punto di vista climatico i mesi migliori sono da ottobre ad aprile.

Il territorio della Cambogia si estende nel Sud-Est della penisola indocinese ed è racchiuso fra la Thailandia, il Laos e Vietnam, mentre il Golfo del Siam bagna a Sud-Ovest la sua costa breve e frastagliata. La catena dei monti Dangrek segna il suo confine settentrionale con la Thailandia, così come i monti Cardamomo segnano buona parte del confine occidentale e culminano nella Catena dell’Elefante che giunge al mare occupando gran parte della costa con forme vigorose e alte scarpate. Tra queste due catene e le propaggini della cordigliera annamita che si sviluppa ad oriente, si estende un ampio bacino caratterizzato dal Tonle Sap, o “Grande Lago”, e il corso del Mekong che in alcuni tratti raggiunge anche i 5 km di larghezza, in cui confluiscono tutte le acque del bassopiano. Nella grande pianura alluvionale della Cambogia centrale vive la grande maggioranza della popolazione cambogiana e si trova la capitale del Paese, Phnom Penh.

Già nel secondo millennio a.C. i Khmer avevano dato luogo ad una civiltà neolitica stanziata lungo il Mekong e il Tonle Sap, ma la vera civiltà Khmer cominciò a prendere forma solo verso il I secolo d.C., profondamente influenzata da quella indiana. L’inizio della più splendida era nella storia del Paese si ebbe nel IX secolo, con Angkor capitale e con Jayavarman II come sovrano. L’Impero Khmer fiorì e sotto la guida di Jayavarman VII (1181-1218) si espanse rapidamente arrivando a dominare un territorio che includeva il Vietnam centrale, il Laos meridionale, la Thailandia e la Birmania meridionale. A causa di una debole struttura sociale, con l’inizio del 1300 iniziò però una rapida decadenza e lo splendore di questa civiltà venne conteso fra il Siam e il Vietnam, e le ultime conquiste da parte dei siamesi nel 1594, segnarono il definitivo tramonto della potenza Khmer. Dilaniata dalle pressioni dei vietnamiti e dei siamesi, nel 1863 con il sovrano regnante, la Cambogia decise di sottomettersi al protettorato francese e nel 1887 iniziò a far parte dell’Indocina francese. Solamente nel 1945 con la salita al trono del Re Sihanouk si proclamò l’indipendenza del Paese, riconosciuta nel 1954 dagli accordi di Ginevra. Dopo anni di complessa situazione politica, nel 1970 gli Stati Uniti sostennero un colpo di stato del generale Lon Nol che gettò il Paese nella guerriglia e lo coinvolse nella guerra del Vietnam. Nell’ottobre del 1970 la Cambogia venne trasformata in Repubblica mentre Sihanouk organizzò un proprio governo in esilio e si alleò ai Khmer Rossi per combattere il governo filoamericano. La più brutta pagina della storia del Paese fu scritta dopo la proclamazione di uno Stato democratico e con l’ascesa al governo del sanguinario Khmer Rosso Pol Pot (1977-1978), responsabile di uno dei più grandi genocidi della storia moderna con lo sterminio di più di un milione di cambogiani. La Cina allora appoggiava il governo di Pol Pot che venne destituito con un intervento militare vietnamita nel gennaio del 1979 e venne così proclamata la Repubblica Popolare di Cambogia, insediando un governo con due ex funzionari dei Khmer Rossi: hun sen e Heng Samrin. Gli scontri però continuarono fra il Fronte di Unione Nazionale (FUNSK) formato da Sihanouck, i vietnamiti e i Khmer Rossi, questi ultimi appoggiati dalla Thailandia e dagli Stati Uniti. Solo nel 1990, con il ritiro delle truppe vietnamite e con l’impegno delle Nazioni Unite, terminò la guerra civile e un anno dopo Sihanouk tornò in patria alla guida di un Consiglio Nazionale Supremo. Cruenti scontri portarono, nel 1997, alla rottura della difficile coalizione tra il Fronte Nazionale Unito e il Partito Popolare Cambogiano di Hun Sen. Una volta calmatasi la situazione, Hun Sen assunse il pieno controllo del governo. Nel febbraio del 2002, dopo cinque anni di trattative tra l’ONU e il governo cambogiano, è fallito il tentativo di istituire un tribunale, formato da pubblici ministeri internazionali e cambogiani, contro i crimini di guerra compiuti dai khmer rossi. Al vertice di Cancum, nel settembre 2003, Cambogia e Nepal sono entrate a far parte del WTO: è la prima volta che l’organizzazione del commercio mondiale autorizza a farne parte due nazioni in via di sviluppo. Le recenti elezioni del 2008 hanno dimostrato la volontà della Cambogia di mantenere la continuità della linea politica, fatta di stabilità interna e crescita economica. L’ampio consenso riscosso dal Primo ministro Hun Sen, da 23 anni alla guida del governo, offre la possibilità di intraprendere quelle riforme in campo economico, sociale ed istituzionale necessarie per la modernizzazione del paese.

Attualmente la Cambogia è una monarchia costituzionale.

In Cambogia si professa nella quasi totalità il buddismo theravada o hinayana, una dottrina religiosa che vide la sua prima diffusione dall’India meridionale. Si raccomanda di avere massimo rispetto per le pagode, le immagini del Buddha e i Bonzi. E’ tradizione tra tutti i buddisti maschi, almeno una volta nella vita, trascorrere un periodo più o meno lungo in monastero. Molti di loro completano nei monasteri i loro studi vestendo il tradizionale abito arancione. Molto diffusa è la cultura animista, preesistente fra i khmer prima dell’indianizzazione, e la credenza legata al culto degli spiriti, mentre vive ancora nel paese una minoranza musulmana che discende dai Cham vietnamiti e che oggi è composta principalmente da emigrati pakistani e afgani.

La reputazione in Cambogia, come del resto in tutta l’Asia, è la chiave del successo. Rappresenta un valore essenziale non perdere la faccia ed essere tenuti in buona considerazione. Le famiglie, anche quelle più povere, non rinunciano ad organizzare feste nuziali spendendo cifre esorbitanti pur di non rischiare di sfigurare. Andare in collera ed urlare viene considerato il massimo della maleducazione. Quando si è a tavola è molto maleducato lasciare le bacchette nella ciotola in posizione verticale, perchè ricordano i bastoncini d’incenso che si bruciano in onore dei morti e se si deve porgere qualcosa a qualcuno non bisogna mai usare la sola mano sinistra (o con entrambe le mani o solo con la mano destra). Se si deve effettuare anche una piccola transazione commerciale, lo scambio dei biglietti da visita professionali è un aspetto molto importante.

La cucina cambogiana è molto simile a quella thailandese e laotiana e il riso è l’ingrediente principale. Generalmente un pasto cambogiano comprende una zuppa accompagnata da tagliatelle di riso, e alcune porzioni di pesce o carne di bue. Le zuppe più comuni sono la samla machou banle di pesce, la samla chapek di maiale allo zenzero, e la samla machou bangkang di gamberetti. Fra i piatti più comuni vi sono: il trey aing, pesce alla griglia; il trey noueng phkea, pesce ripieno di gamberetti secchi; il trey chorm hoy, pesce cotto al vapore; il trey chean noeung spei, pesce fritto con verdure; il phlea sach ko composto da carne di bue e verdure condite con spezie e il khoa phoune, tagliatelle di riso cucinate in una salsa con latte di cocco. Nelle principali località non mancano però i ristoranti cinesi, vietnamiti e occidentali. Nella capitale il periodo coloniale ha lasciato come tradizione l’uso del pane che viene sfornato ogni giorno.

Visti e Documenti

È necessario avere il passaporto individuale con una validità minima di 6 mesi. Verificare che sul passaporto vi siano almeno due pagine libere per apporre i timbri. Sia per gli adulti che per i bambini ( 2/12 anni ) è necessario il visto d’ingresso che si ottiene direttamente all’arrivo in aeroporto, al costo di circa 30 Dollari a persona, che permette un soggiorno della durata di un mese. È necessario portare sempre con sé fotocopia del passaporto. Se si arriva via fiume, o da frontiere terrestri, il costo del visto turistico sarà di 35 Dollari per persona. Per richiedere un visto turistico in frontiera è consigliato avere a disposizione due fototessere con sfondo bianco (in caso contrario, potrebbe essere applicata una tariffa aggiuntiva per il visto). Una volta arrivati in territorio Cambogiano, compilare debitamente la carta di sbarco e la dichiarazione doganale. Una volta vistata e timbrata, tale dichiarazione dovrà essere conservata sino al momento dell’uscita dal paese, quando dovrà essere riconsegnata alle autorità doganali.

Fuso Orario

La Cambogia come il Vietnam e la Thailandia è 5 ore avanti rispetto all’Italia quando è in vigore l’ora legale. Con l’ora solare la differenza è di 6 ore avanti.

Moneta

La moneta locale è il Riel. Il Riel viene abbrevviato con la lettera minuscola “r” posta dopo la cifra. Gli euro e i dollari vengono accettati e cambiati ovunque, anche se i dollari americani sono la valuta straniera di normale circolazione. Si consiglia di munirsi di banconote di piccolo taglio. In caso di acquisto con dollari americani, il resto viene generalmente reso in valuta locale. Raccomandiamo di cambiare piccole somme per volta, poiché i Riel eventualmente rimasti non si potranno più riconvertire. Nessun problema negli alberghi, negozi e ristoranti per l’accettazione delle principali carte di credito. Gli sportelli ATM sono rari, presenti soprattutto nelle maggiori città.

Vaccinazioni

Nessuna vaccinazione è obbligatoria.

Telefono

I cellulari italiani funzionano ovunque, sia in chiamata che in ricezione. Le sim card locali costano l’equivalente di 2/3 Euro e sono perfettamente funzionanti per la rete 3G e 4G (a consumo). Si possono acquistare all’arrivo in aeroporto o in qualsiasi località. La connessione internet con rete wi-fi è diffusa in tutto il paese, inoltre tutti gli hotel dispongono di wi-fi gratuito.

Patente

La rete stradale in quasi tutto il Paese è in pessime condizioni e per motivi di sicurezza molte volte è bene scegliere altri mezzi di trasporto diversi dalla macchina. Inoltre, gli spostamenti in autobus o in macchina, oltre ad essere particolarmente scomodi, richiedono anche lunghi tempi di percorrenza. Stesso discorso vale per il treno che attualmente non offre comodità, rapidità e sicurezza. Il mezzo migliore per spostarsi all’interno del Paese rimane così l’aereo, servizio gestito dalla Kampuchean Airlines che raggiunge le principali località, oppure, se si ha a disposizione più tempo, si potrà far uso del lento ma piacevole servizio di battelli che navigano i grandi fiumi. Un traghetto parte dalla capitale e raggiunge Angkor in circa 8 ore.

Abbigliamento

Indumenti di cotone, leggeri e comodi, come T-shirt, camicie e pantaloni di seta, sono l’abbigliamento ideale per visitare il paese durante tutto l’arco dell’anno. Da non scordare sono sicuramente un cappellino per il sole, un K-wai per qualche improvviso acquazzone ed un maglioncino che si renderà necessario per l’immancabile aria condizionata degli hotel e dei ristoranti. Indispensabili un paio di scarpe comode per camminare in città e scarponcini da trekking per le escursioni fuori città e ai templi di Angkor.

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