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Giappone

Dalla frenesia assoluta della sua energica capitale alla bellezza minimalista dei giardini zen, il Giappone affascina per la natura incontaminata, per le tradizioni e i rituali senza tempo, come quello incantevole della cerimonia del tè.

Il  Giappone,  con  le  sue  tremila  isole,  è  tra  i  paesi  a  più alta densità abitativa al mondo e i suoi abitanti, cordiali  e  ospitali,  sono  per  natura  meticolosi,  per  cui  tutto  è  discreto,  tutto  è  dettagliato,  tutto  è  pulito.  Precisione,  accuratezza  e  minimalismo  sono  le  più  grandi  virtù  del  Giappone,  frutto  di  una  civiltà  unica  caratterizzata,  nel  corso  della  sua  storia,  da  momenti  di  estrema  chiusura  verso il mondo occidentale e da altri, invece, di estrema apertura. Oggi  il  paese  del  Sol  Levante  riesce  a  far  convivere un’anima fortemente legata alle tradizioni religiose con un’ occidentalizzazione eccessiva, ravvisabile soprattutto nelle metropoli.

Il  Giappone,  nonostante  le  dimensioni  ridotte,  stupisce  non  soltanto  per  le  città  avveniristiche,  dove  è  piacevole  perdersi  nelle  vie  brulicanti  di  luci  e  rumori,  ma  anche  per  i  suoi  meravigliosi  castelli,  i  misteriosi  santuari  shintō, i templi carichi di storia e tradizioni millenarie e per i tranquilli villaggi adagiati nel cuore delle montagne come  quello  di  Shirakawago  e  di  Gokayama  resi  particolarmente celebri dalle case tradizionali in stile Gassho-zukuri  con  tetto  triangolare  di  paglia  spiovente  simile,  nella forma, a delle mani congiunte.

Un paese ordinato e preciso con treni, stazioni e aeroporti efficientissimi e ipertecnologici, un popolo con uno spiccato rispetto verso il prossimo che vi permetterà di vivere ogni luogo e ogni situazione con disinvoltura e sicurezza per  assaporare  esperienze  uniche  ed  entusiasmanti.  Una  destinazione ricca e intensa adatta a coronare un viaggio importante come quello di nozze.

L’area metropolitana di Tokyo ospita un quarto della popolazione giapponese, 12 milioni di anime che vivono ai confini della città.

Il Palazzo Imperiale, che una volta era il Castello di Edo, è ancora protetto dai profondi fossati scavati originariamente. Delle splendide porte e delle antiche torri di guardia punteggiano le mura a intervalli regolari. Il Nijubashi, un elegante ponte a due archi, conduce all’ingresso principale, aperto al pubblico in alcune occasioni. Il Giardino Orientale (Higashi Gyoen) era, una volta, occupato dal mastio originale. I fiori e le fioriture abbelliscono il giardino in ogni stagione, rendendolo un luogo di relax ideale.
Il Marunouchi Building, un punto di riferimento storico più comunemente soprannominato “Maru Biru” domina l’uscita della stazione di Tokyo e si affaccia sul quartiere di Marunouchi. Costruito nel 1923, l’edificio ha riaperto nel settembre 2002, offrendo su 36 piani, un complesso di ristoranti, negozi e uffici.

Una passeggiata di una decina di minuti vi condurrà a Ginza, famosa in tutto il mondo per l’eleganza dei suoi negozi e per le luci multicolori delle sue insegne al neon. Il Teatro di Kabuki-za è a pochi passi.
Allontanandovi dalla vivacità di Ginza e di Yuraku-cho, dirigetevi verso lo spazioso quartiere di Ueno, dove vi attende il Parco di Ueno, il più grande della capitale. Dall’inizio del mese di aprile, il giardino si trasforma in un paradiso di ciliegi in fiore, che inonda la vegetazione con un delicato rosa pallido e attira una folla di escursionisti e gitanti. Il parco, disseminato di numerosi musei di diverso tipo, costituisce un ampio centro artistico e culturale.

Se avete voglia di una fuga nel passato di Tokyo, non c’è nulla che possa competere con il quartiere di Asakusa. Le numerose strade isolate e strette, sono fiancheggiate da vecchie case e botteghe che vendono oggetti tradizionali, dai kimono ai pettini fatti a mano. Il Tempio di Kannon d’Asakusa, il cui perimetro brulica di commercianti, è il luogo ideale per fare provvista di souvenir.
Shinjuku, nella parte ovest e alla moda della città, combina bar popolari e discoteche rumorose con grandi magazzini e negozi che vi proporranno uno shopping raffinato e sofisticato. In questo quartiere affaccendato, il Parco Nazionale di Shinjuku Gyoen vi sembrerà un’oasi di pace. Nelle vicinanze, nel quartiere di Hatsudai, sorge il complesso del Tokyo Opera City, che ospita tra le sue mura un’opera di grande imponenza.

Shibuya, vicino al tranquillo Santuario Meijijingu e a Harajuku e Aoyama, i quartieri alla moda, è il luogo sognato da coloro che desiderano fare acquisti e distrarsi. Molto frequentato, soprattutto dai giovani alla moda della capitale, Shibuya è il centro dove transitano tutte le innovazioni tokyote in base alle quali si diffonde stabilmente la “cultura giovanile”. Sempre qui si sono stabilite l’avanguardia della moda e dell’arte internazionale, facendone la loro vetrina. Sedersi in un caffè all’aperto e sorseggiare un drink assistendo all’insolita sfilata dei passanti, è un piacere al quale vi sarà difficile resistere.
Odaiba, costruita su un terreno bonificato nel porto di Tokyo, è uno dei punti nevralgici della capitale. Un centro commerciale sempre in fermento e il parco divertimenti di Joypolis attirano una folla di visitatori, alcuni dei quali vengono anche per fare un giro sulla ruota panoramica. Si tratta della ruota più alta del mondo, è l’emblema del luogo ed è particolarmente apprezzata dalle giovani coppie. Sedute nelle loro navicelle chiuse, quando cala la sera, hanno una visione magica della città illuminata.

Kyoto è stata la capitale del Giappone per più di un migliaio di anni ed è divenuta, nel corso di questi secoli, la culla di gran parte di ciò che il paese ha prodotto di più elaborato nel campo delle arti, della cultura, della religione o delle idee. Lo Shinkansen collega Tokyo a Kyoto in 2 ore e 40 minuti e la città è a 1 ora e 15 minuti dall’Aeroporto Internazionale del Kansai, vicino a Osaka.

Nel centro di Kyoto, scoprirete il palazzo imperiale, la cui architettura è famosa per aver raggiunto la quintessenza della semplicità. (Da tener presente: è necessario effettuare una prenotazione presentando il passaporto 20 minuti prima dell’inizio delle visite guidate delle 10:00 o delle 14:00). Nei pressi del palazzo si trova il Castello di Nijo, dall’architettura più sontuosa, che fu la residenza dello shogun Tokugawa Ieyasu in occasione delle sue rare visite in città.

Gion Corner, vicino a Shijo-Kawaramachi, è il luogo ideale per scoprire il teatro e le arti tradizionali. I ristoranti vecchio stile, decorati con gusto squisito, contribuiscono a creare l’atmosfera raffinata che emana dal quartiere. Nel settore di Higashiyama, il Tempio di Sanjusangendo si distingue per le 1001 statue d’oro ligneo di Kannon, la dea della misericordia. Il Tempio di Kiyomizu è famoso per la sua spettacolare struttura su palafitte di legno, a strapiombo su una valle incantevole, con una magnifica vista sulla città. Il Tempio di Ginkaku-ji, le il Padiglione d’Argento, deve la sua fama sia alla sua architettura affascinante, sia ai suoi giardini minimalisti.
La Villa Imperiale di Katsura, situata nei quartieri ovest di Kyoto, è considerata il fiore all’occhiello dell’architettura e dell’arte paesaggista giapponesi. La Villa Imperiale di Shugakuin è stata costruita nel XVII secolo dallo shogunato dei Tokugawa per fungere da ritiro per l’Imperatore Go-Mizuno. Per visitare questi due siti occorre ottenere un permesso da parte dell’Agenzia della Casa Imperiale. Attenzione, l’autorizzazione può richiedere più di una settimana. Presentate le vostre domande nel più breve tempo possibile.

Arashiyama, a 20 minuti di treno dal centro di Kyoto, conta un gran numero di templi e botteghe. Potete godervi facilmente la visita a piedi o in bicicletta, e farete una passeggiata stupenda nei giorni di bel tempo.
È a ovest di Kyoto che si trova l’eldorado dei turisti : i Templi di Kinkaku-ji e di Ryoanji. Il brillante Kinkaku-ji, soprannominato il Padiglione d’Oro, offre un notevole contrasto con il Ryoan-ji, il cui giardino di pietre, costituito di rocce e sabbia bianca, incarna la semplicità stessa.

Kamakura si trova a un’ora di treno da Tokyo. Si tratta di una piccola città costiera, ricca di templi, con un’atmosfera accogliente. Della presenza del governo feudale che si insediò in questa città nel 1192, Kamakura conserva ancora un patrimonio storico di fondamentale importanza. Il modo migliore per scoprire Kamakura è addentrarsi nelle sue strade. I 5 grandi celebri templi della città trasportano dolcemente il visitatore nel XII secolo, in pieno periodo Kamakura.

Il Tempio di Engaku-ji fu costruito nel 1282 per ricordare i soldati giapponesi e mongoli morti durante il tentativo di invasione mongola del Giappone. Il Tempio di Kencho-ji, costruito nel 1253, è di ispirazione cinese. Il Santuario di Tsurugaoka Hachimangu si trova vicino alla stazione ferroviaria di Kamakura. L’edificio principale del santuario, chiamato “Hongu”, si apre su una magnifica vista della città di Kamakura. Il Museo del Patrimonio nazionale di Kamakura ospita più di 2000 tesori provenienti dai Templi di Kamakura e rinnova le mostre ogni mese. Tuttavia, l’attrazione principale di Kamakura resta senza dubbio il Grande Buddha di bronzo. Il Tempio di Hase-dara, famoso per il suo edificio principale di legno e il suo magnifico giardino in stile giapponese, regna col suo splendore su tutta la città. L’isola di Eno-shima, una piccola isola di 4 chilometri di perimetro, galleggia dolcemente nella baia di Sagami.

Da vedere:

Tempio di Engaku-ji

Fondato nel XIII secolo, è il secondo tra i grandi templi zen di Kamakura. Ospita una famosa statua di legno del Buddha, e la campana del suo tempio è stata classificata Tesoro nazionale. L’accesso al tempio, con la sua scalinata fiancheggiata da grandi cedri, è piuttosto spettacolare.

Tempio di Kencho-ji

Il numero uno dei cinque più importanti templi zen di Kamakura, fu anche il primo tempio costruito in questa città.

Santuario di Tsurugaoka Hachimangu

Con oltre 9 milioni di visitatori all’anno, il Santuario di Tsurugaoka Hachimangu è il simbolo della vecchia capitale. Il santuario fu fondato da Minamoto Yoritoshi, antenato dello shogun Minamoto Yoritomo, il fondatore del governo feudale di Kamakura che governò il Giappone dal 1192 al 1333.

Museo del Patrimonio nazionale di Kamakura

Il museo raccoglie opere d’arte importanti legate alla ricca storia di Kamakura, tra cui cinque elementi del Patrimonio nazionale. La forma dell’edificio principale, costruito dopo il grande terremoto del 1923, si ispira al Tempio di Shoso-in di Nara.

Grande Buddha

Grande Buddha o “Daibutsu” è una statua gigante di 11,4 metri di altezza e 122 tonnellate di peso, che raffigura il Buddha nella posizione del loto sotto la volta celeste. La statua è composta di placche di bronzo montate su una struttura cava, la quale permette di entrare dentro il monumento. Fu completata nel 1252 da Minamoto Yoritomo perché rivaleggiasse con il Buddha di Nara, la statua più imponente di quei tempi.

Tempio di Hasedera

L’elemento centrale del Tempio di Hasedera è lo Juichimen Kannon, una statua di legno del bodisatthva Kannon a 11 facce. Con i suoi 9,18 metri, è la più grande statua di legno del Giappone.

Nikko, a due ore di treno da Tokyo, è sia una meraviglia di bellezze naturali, sia il luogo di insuperabili capolavori architettonici del Giappone. Fa parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO dal 1999. Il Santuario di Toshogu, completato nel 1636 e dedicato al fondatore dello shogunato dei Tokugawa, è il punto focale della città. La maggior parte degli edifici dei santuari, così come molti loro elementi, sono stati classificati Tesori nazionali o Importante patrimonio culturale.

Il ponte di Shinkyo o “Ponte Sacro” si eleva con grazia sopra il fiume Daiya-gawa. Il Lago di Chuzenji-ko brilla soprattutto all’inizio di maggio, quando i fiori di ciliegio schiudono i propri colori, e a ottobre, quando le foglie indossano l’abito autunnale. A 5 minuti a piedi dalla fermata dell’autobus Chuzenji Onsen si trova la Cascata di Kegon-no-taki, una delle più famose del Giappone. È possibile avvicinarsi alla cascata con un ascensore. Altri 15 minuti di passeggiata e sarà possibile raggiungere il Tempio di Chuzen-ji che ospita la famosa statua della Dea dalle mille braccia.

Il ponte Shinkyo

Il Ponte Sacro, interamente laccato di vermiglio, forma un arco grazioso sul fiume Daiya-gawa. La sua raffinatezza contrasta con la natura selvaggia della gola. La leggenda vuole che l’eremita che fondò Nikko abbia attraversato il fiume portato da due serpenti, simboleggiati oggi dal ponte. In epoca feudale solo l’imperatore aveva il diritto di attraversare il ponte. Al di là di esso si apre l’intero sito di Toshogu, con un parco di 16000 cedri.
Porta Yomeimon
Questa porta monumentale e riccamente decorata segna l’accesso al Santuario di Toshogu. È classificata Tesoro nazionale.

Santuario di Toshogu

Costruito nel 1636 in memoria di Ieyasu, fondatore dello shogunato Tokugawa, questo santuario è l’attrazione principale di Nikko. A differenza di altri santuari scintoisti, caratterizzati da un tipo di architettura purificata e in perfetta fusione con il paesaggio circostante, questo santuario sprigiona un’esuberanza di colori, di applicazioni di lamine d’oro e di sculture di ogni genere. In particolare, esso custodisce la famosa scultura delle Tre scimmie della saggezza: “non odo ciò che non si deve udire, non dico ciò che non si deve dire, non vedo ciò che non si deve vedere”, così come quella del Gatto dormiente. La maggior parte degli edifici sono classificati Tesori nazionali oppure Importanti beni culturali

Santuario di Futarasan-jinja

Risalente all’anno 767, è il più antico complesso religioso del luogo. Comprende 23 edifici classificati Importanti beni culturali.

Taiyuinbyo

Il mausoleo di Taiyuin o Taiyuinbyo è consacrato a Iemitsu, il terzo shogun di Tokugawa, che dimostrò sempre grande rispetto per Ieyasu. Si spiega così perché il mausoleo venne costruito nei pressi del Santuario di Toshogu, a rendere omaggio all’architettura di quest’ultimo.

Tempio di Rinno-ji

Fondato nell’anno 766 dall’eremita buddhista a cui si deve il sito di Nikko, il tempio è un paradiso di pace nel cuore delle montagne. È famoso per le sue tre statue di Buddha coperte di lamine d’oro e per il bellissimo giardino giapponese di meditazione.

Lago di Chuzenji-ko

Il Lago di Chuzenji-ko è particolarmente bello ai primi di maggio, con i suoi ciliegi in fiore, e nel mese di ottobre, circondato da alberi dal fogliame fiammeggiante. Un servizio di traghetti collega l’attracco di Fune-no-eki (a 5 minuti a piedi dalla fermata dell’autobus Chuzenji Onsen) a Shobugahama in 20 minuti. Questo servizio non è garantito tra dicembre e marzo.

Hakone, a 1 ora e 30 minuti di treno dalla stazione di Shinjuku di Tokyo, è nota per le sue terme. La città è incastonata nella splendida regione montagnosa che ospita il Parco Nazionale di Fuji-Hakone-Izu. Il Museo Chokoku-no-mori è uno dei luoghi più interessanti da visitare. Espone all’aperto centinaia di sculture di artisti giapponesi e occidentali del XIX e del XX secolo. Gora, situata in una fermata sulla linea Hakone Tozan, è il centro della regione di Hakone. La funivia che passa per Sounzan porta a Owakudani, soprannominata la Grande Valle Bollente, dove getti di vapore acqueo e zolfo sgorgano dalle fessure nascoste nella roccia.

Da Togendai, ci si può rilassare imbarcandosi per una crociera sul Lago di Ashino-ko, il quale offre splendide vedute del Monte Fuji. Con i suoi 3776 metri di altitudine, il Monte Fuji è la montagna più alta del Giappone nonché il simbolo per eccellenza del paese. Una passeggiata dalla città di Hakonemachi sul viale Cedar conduce alla vecchia barriera di Hakone. Questo punto di controllo garantiva la sicurezza della città di Edo (l’odierna Tokyo), al tempo capitale dello shogunato. I resti e i documenti storici sono messi a disposizione di chiunque voglia consultarli.

Hakone Yumoto

Le terme di Hakone Yumoto-onsen sono la porta d’ingresso alla regione degli onsen di Hakone. Questa è la stazione più antica della zona: si trova alla confluenza dei fiumi di Sukumo-kawa e Haya-kawa, e sfrutta le sorgenti del Lago di Ashi-ko. Lungo la gola, sono disseminati numerosi alberghi caratteristici e tranquilli.

Miyanoshita

Miyanoshita è una delle stazioni termali più popolari, e ospita negozi di souvenirs, alberghi e locande di ottima qualità. È qui che nel 1878 aprì il primo hotel per il turismo in Giappone: l’Hotel Fujiya, una miscela sorprendente di stili occidentale e giapponese. Queste terme sono particolarmente popolari tra i visitatori stranieri, tanto che molti segnali e molte insegne sono in inglese. Si tratta di un buon punto di partenza per le escursioni dirette al Lago di Ashi-ko, alle terme di Gora-onsen o alla pianura di Sengokuhara.

Parco di Gora

Si tratta del più grande parco di rocce di tutta l’Asia, e ospita uno stagno gigante, giardini botanici particolari come quello di piante alpine o tropicali, e un museo di storia naturale.
La città di Gora è il punto di partenza della funicolare diretta al Monte Sounzan.

Owakudani

La “grande valle bollente” si trova nell’antico cratere del Monte Kamiyama. L’odore delle esalazioni di zolfo riempie tutta la gola. Le nuvole di vapore che si levano dalle fessure e le sorgenti di acqua bollente formano un paesaggio extra-terrestre coronato dal Monte Fuji sullo sfondo.

Lago di Ashinoko

Questo grande lago, che ha una circonferenza di 21 chilometri e si trova a 725 metri sul livello del mare, è una delle principali attrazioni di Hakone. È una meta apprezzata da pescatori e velisti. È inoltre nota perché, durante i giorni di tempo sereno, sulle sue acque si riflette il Monte Fuji. Alcune barche offrono crociere tra Togendai o Kojiri e Moto-Hakone o Hakone-machi, eventualmente con una sosta al Parco Hakone-en.

Museo Chokoku-no-mori

Il museo all’aperto di Hakone ospita 700 sculture di artisti giapponesi e occidentali del XIX e del XX secolo, comprese venti opere di Henry Moore. Un padiglione ospita più di 200 opere di Picasso.

Museo di Belle Arti di Hakone

Questo museo ospita una collezione di ceramiche e porcellane giapponesi, che vanno dal periodo Jomon al periodo Edo. C’è anche un giardino di muschio e bambù.

Museo di Belle Arti Narukawa

Un museo straordinario che presenta dipinti moderni e contemporanei in stile giapponese (nihonga). Una vetrata di 50 metri offre una vista panoramica mozzafiato del Lago di Ashi-ko e del Monte Fuji.

Situato nel nord della provincia di Gifu, Takayama è un antico borgo feudale noto per le sue vecchie case di legno, allineate e uniformi in altezza, che conferiscono alle strade un aspetto di ordine e bellezza. La città è nota anche per il festival che si tiene ogni anno in primavera e in autunno. Il festival risale al XVI secolo ed è uno dei tre festival più grandi e belli del Giappone. Durante il festival, la città è attraversata da grandi carri fiammeggianti, i quali offrono agli spettatori un’ammirevole sintesi della bellezza dell’artigianato della regione.

San-machi Suji

Il centro della città vecchia di Takayama è un luogo vivace. Le tre principali vie di San-machi Suji sono strette e piene di negozi di oggetti tradizionali, di botteghe artigiane, osterie e birrerie (contraddistinte da una palla di aghi di cedro penzolante all’esterno). Ci sono anche molti ristoranti che offrono specialità locali o negozi di antiquariato specializzati in arti popolari antiche. In tutto il quartiere sono presenti numerosi piccoli musei, ospitati in edifici tanto interessanti da visitare quanto le mostre stesse. È possibile inoltre osservare i depositi dei grandi carri utilizzati per il famoso Festival di Takayama in primavera e in autunno.

Mercati del mattino

I mercati di Takayama Jinja e di Miyagawa sono molto famosi a Takayama. Ogni mattino, le mogli dei contadini dei villaggi circostanti vi giungono con i loro prodotti freschi (ortaggi e fiori). Le varie produzioni scandiscono lo scorrere delle stagioni nelle montagne che circondano la città.

Museo delle arti popolari di Kusakabe
Situato sulle rive del fiume Miyagawa, questo museo è un superbo esempio dell’architettura tradizionale di Takayama.

Casa Yoshijima

Vicino al museo delle arti popolari di Kusakabe, si trova un’altra casa tradizionale, contraddistinta però da uno stile diverso, più intimo. Ricostruita nel 1908, ricalcando scrupolosamente la struttura originaria, presenta il meglio dell’artigianato locale applicato a una casa di mercanti.

Museo dell’Inro

Gli inro, scatoline per pillole finemente decorate, e i netsuke per appenderle alla cintura, sono annoverati tra gli oggetti d’arte più belli del Giappone. Nel museo sono esposti circa 300 inro rari, così come paraventi e lacche dei periodi Momoyama ed Edo.

Mostra dei carri del festival

I visitatori che non possono essere a Takayama durante le feste autunnali e primaverili troveranno qui quattro degli undici grandi carri colorati utilizzati durante la processione. I carri sono classificati importanti beni culturali.

Mostra della Cerimonia della danza del leone

La danza del shishi, il leone mitico, si ritrova in numerose feste giapponesi, specialmente in quelle del centro e del nord del paese. Quelle della regione di Hida, nei pressi di Takayama, sono considerate particolarmente interessanti. In questo museo, situato nel quartiere di Sakura-machi, sono esposte oltre 800 maschere del leone così come tamburi e altri oggetti legati alle feste.

Museo delle lacche

Un’importante collezione di lacche shunkei, una delle forme di artigianato più rappresentative di Takayama. Sono in esposizione più di 1000 oggetti, appartenenti a un periodo che va dal XVII secolo ai giorni nostri, e sono presentate le varie tecniche di produzione.

Museo delle arti popolari di Fujii

Questo museo ospita una collezione privata di arte popolare del Giappone, della Cina e della Corea. La porta di ingresso è stata costruita sul modello di quella del castello di Takayama.

Museo di storia locale

Questo museo ospita una vasta collezione di oggetti legati al vecchio artigianato e alle tradizioni della regione. L’edificio stesso ha un centinaio di anni. Tra gli oggetti in esposizione figurano sculture in legno di Enku, un monaco buddista che ha creato statue religiose dal particolare stile rustico, e di antiche ceramiche trovate durante gli scavi compiuti nella regione.

Museo delle arti popolari di Hirata

Questo museo è interessante sia per gli oggetti esposti, legati alla vita dei commercianti di Takayama, sia per l’edificio che lo ospita, una bella casa di mercanti costruita nel 1897.

Museo Archeologico
Questo museo è interessante anche per la sua architettura. Situato nella parte più antica della città, San-machi Suji, era di proprietà di un vassallo del signor Kanamori e presenta insoliti dettagli strutturali che suggeriscono la presenza di ninja.

Dimora storica dei governatori (Takayama Jinya)

Sede del governo locale dal tempo in cui Takayama era sotto l’amministrazione del clan Kanamori, è l’unico edificio di questo genere in Giappone. Fu costruito nel 1615 e gestito dalle autorità feudali fino al XIX secolo, quando passò sotto il controllo del governo locale. Gli edifici attuali furono ricostruiti nel 1816. Simile a un palazzo su piccola scala, questo tipo di edificio è sostenuto da muri spessi e presenta un imponente portone di ingresso.

Tempio di Hida Kokubunji

Originariamente costruito nel 746 dall’imperatore Shommu come uno dei templi provinciali dedicati alla pace della regione, è il tempio più antico di Takayama. Il tempio originale, tuttavia, è stato bruciato in un incendio, e ora l’edificio più antico è quello principale, risalente al XVI secolo. Tra i tesori del tempio figurano una spada preziosa, che apparteneva alla famiglia Heike, e statue in legno del periodo Heian che rappresentano Yakushi Nyorai e Kannon.

Tempio di Shorenji

Questo tempio domina la città e in origine si trovava a Shirakawago. Fu trasportato qui nel 1960 a causa della costruzione di una diga. L’edificio principale, risalente al 1504, è considerato un eccellente esempio del periodo Muromachi, e si dice che sia stato costruito a partire da un unico, gigantesco cedro.

Parco di Shiroyama

Il parco è stato creato sul vecchio sito del castello di Takayama. Il castello fu costruito nel 1590 dal signor Kanamori, ma fu completato soltanto sedici anni dopo. Si possono ancora notare le sedi delle fondazioni del torrione originario e alcune pareti. Il parco è famoso per la sua lussureggiante vegetazione. In primavera, i ciliegi in fiore sono particolarmente belli. Dal parco, si gode di un bel panorama delle Alpi giapponesi.

Higashiyama Teramachi

Tredici templi e cinque santuari sono allineati lungo una spianata circondata d’alberi. Tutti i tempi sono contraddistinti da un’architettura interessante e contengono molte belle statue e altri tesori d’arte. Visitando Higashi Teramachi, si capisce perché Takayama viene definita “la piccola Kyoto”.

Adagiati nel cuore delle montagne, Shirakawa-go e Gokayama sono tranquilli villaggi attraversati da un fiume e circondati da campi di riso. Grazie alle case tradizionali costruite in stile gassho-zukuri, questi villaggi sono stati dichiarati nel 1995 Patrimonio mondiale dell’umanità. La caratteristica principale di queste case di legno è il tetto di paglia spiovente triangolare, simile nella forma a delle mani congiunte (gassho), necessario per far fronte al peso della neve, abbondante in questa regione. Si tratta di case di ampie dimensioni, lunghe 18 metri e larghe 10, a quattro piani, in cui convivono diverse generazioni. L’ultimo piano è tradizionalmente destinato all’allevamento dei bachi da seta.

Villaggio di Shirakawa-go

Ogni stagione infonde al villaggio un aspetto diverso: neve e case illuminate in inverno, ciliegi in fiore in primavera, alberi rosso scarlatto in autunno, senza dimenticare la spettacolare esercitazione anti-incendio dell’ultima domenica di ottobre, durante la quale il villaggio viene annaffiato da potenti getti d’acqua. Un osservatorio costruito nel castello di Ogimachi offre un bel panorama sul villaggio.
Esiste la possibilità di alloggiare in una delle case in stile gassho-zukuri; il villaggio ospita infatti 25 minshuku e 14 ryokan aperti proprio in questo tipo di abitazioni.

Museo all’aperto del villaggio in gassho-zukuri

25 case abbandonate in stile gassho-zukuri sono state spostate e aperte al pubblico allo scopo di offrire una visione della vita tradizionale. In alcune di queste case, è possibile assistere a dimostrazioni e partecipare a laboratori di arti tradizionali, come ad esempio di tintura o di tessitura, o di scoprire le tecniche di fabbricazione della soba (pasta di grano saraceno).

Cartiera giapponese di Gokayama

Gokayama è un centro di fabbricazione della carta tradizionale giapponese. È possibile raccogliere più informazioni su questa fabbricazione nei laboratori del villaggio.

Un viaggio a Kanazawa è come tuffarsi per magia nel Giappone del periodo feudale. Le strade su cui si affacciano le case signorili, gli antichi quartieri del piacere, il castello e il magnifico giardino Kenrokuen, ne fanno una delle mete più affascinanti. Kanazawa è anche un vero e proprio scrigno dell’artigianato artistico: ci sono i kimono di seta Kaga-Yuzen, le ceramiche di Kutani e Ohi, le lacche Wajima trattate sia in foglia che in polvere d’oro, eccetera. Alla grande raffinatezza di questa città contribuiscono anche spettacoli assai prestigiosi di Nō, come pure la famosa cucina tradizionale.

Santuario di Oyama

Fu costruito nel 1599 in onore del primo signore della famiglia dei Maeda. La struttura della sua porta a tre livelli, in stile olandese e con vetrate nella parte superiore, ne fa un’opera di grande rilievo. La realizzazione di questa porta, che viene chiamata Shinmon, risale alla fine del XIX secolo.

Residenze di samurai a Nagamachi

Questa zona ha conservato intatta l’atmosfera tradizionale delle residenze dei samurai (bukeyashiki), alcune delle quali sono accessibili al pubblico. Unico nel suo genere, il quartiere, con le sue stradine acciottolate fiancheggiate da muri in misto di fango, cela dimore di lusso. La visita alla residenza Nomura è infatti irrinunciabile, per un tuffo nello stile di vita dei signori del Giappone tradizionale.

Nagamachi Yuzen kan

La tintura dei kimono di seta secondo la tecnica Yuzen è fra le più rinomate in Giappone. In questo museo è possibile non solo scoprire i segreti e ammirare begli esemplari, ma anche partecipare a un laboratorio di tintura, o semplicemente farsi fotografare abbigliati col tradizionale kimono.

Parco del castello di Kanazawa

Dell’originario castello costruito dal clan Maeda 400 anni fa, non sono rimasti che i giardini, la porta monumentale (Ishikawa-mon) e i bastioni, per quanto alcuni suoi edifici siano stati di recente ricostruiti in modo perfettamente identico. I giardini presentano dei muri in pietra unici in Giappone per la loro progettazione.

Parco di Kenrokuen

Considerato uno dei tre giardini più belli di tutto il Giappone, questo parco paesaggistico di 10 ettari è stato creato nel 1676. A quel tempo era il giardino esterno al castello di Kanazawa. Deve il suo nome di “Giardino dei sei elementi combinati” alle sue sei qualità: immensità, solennità, accurata progettazione, venerabilità, freschezza (per i corsi d’acqua che lo attraversano) e paesaggi incantevoli.

 Villa Seisonsaku

Costruita nel 1863 per la madre del tredicesimo signore del clan Maeda, questa splendida villa situata a sud-est del parco di Kenrokuen ospita inoltre una ricca collezione di oggetti d’arte, tramandati dalla famiglia Maeda di generazione in generazione. Ad oggi è classificata come Bene Culturale d’eccezione.

Museo dell’artigianato e di oggetti tradizionali

Il museo espone sia le opere di artigianato tradizionale che hanno reso famosa Kanazawa (ceramiche Kutani, sete Kaga Yuzen, lacche di Wajima), sia gli strumenti e le tecniche utilizzate per la loro produzione.

Museo delle Belle Arti della Provincia di Ishikawa

Il museo espone le opere più belle dell’artigianato artistico e della pittura della Provincia di Ishikawa: alcune sono anzi classificate Patrimonio Nazionale o Beni Culturali d’eccezione.

Museo Honda

Gli oggetti d’arte, le armature e gli oggetti della vita quotidiana della famiglia Honda, il più grande vassallo del clan Maeda.

Museo d’Arte Contemporanea per il XXI secolo

Inaugurato nel 2004, il Museo d’Arte Contemporanea di Kanazawa si è già affermato come un modello di riferimento in questo campo, presentando sia artisti giapponesi che stranieri.

Museo commemorativo Nakamura

Un tempo antica residenza di un ricco distillatore di sake, l’edificio accoglie oggi una collezione di porcellane di Kutani e di utensili necessari per la cerimonia del tè, compresi alcuni pezzi classificati Beni Culturali d’eccezione. È inoltre possibile sorseggiare una tazza di tè verde in polvere (matcha) ammirando il giardino.

Giardino di Gyokusen-en

Una pausa in questo giardino di stile Edo che si può ammirare, sorseggiando una tazza di tè verde in polvere (matcha), accompagnata con dei dolcetti.

Tempio di Myoryuji

Conosciuto anche sotto il nome di Tempio dei ninja, a Myoryuji si cammina tra scale a scomparsa, stanze nascoste, tunnel segreti, trappole e porte dal passaggio occultato.

Forno Kosen di ceramiche Kutani

L’unico forno installato a Kanawaza propone al suo interno dimostrazioni di tutto il processo di creazione della ceramica Kutani. Ci si può anche cimentare nella decorazione di oggetti.

Casa della geisha di Ochaya Shima

L’antico quartiere di Higashi Chaya-machi, con le sue stradine fiancheggiate da case di geisha con finestre in listelli di legno e grandi porte, ha serbato intatta la sua atmosfera di quartiere del piacere. Casa di Shima, perfettamente conservata, è aperta al pubblico e può offrire spettacoli di musica dal vivo e di danza tradizionale di geisha.

Museo di Yasue della foglia d’oro

La quasi totalità della produzione giapponese in foglia d’oro ha origine a Kanazawa. Qui vengono presentati gli oggetti lavorati a foglia d’oro insieme agli strumenti che servono per produrli.

Mercato di Omi-cho

Commercianti di frutta e verdura, di pesce e di tutte le derrate alimentari si radunano in questo mercato coperto, quasi trecentenario. Una festa dei sensi in un luogo istituzionale della città di Kanazawa.

Sorgenti termali di Yuwaku

A 45 minuti dalla stazione di Kanazawa, prendendo l’autobus numero 12, si trova una rinomata stazione termale, piccolo villaggio ai piedi del Monte Ito. Ecco l’occasione per rilassarsi traendo benefico sollievo dalle sorgenti d’acqua calda di origine vulcanica.

Nara, 42 km a sud di Kyoto, antica capitale del Giappone, è ricordata anche come culla dell’arte, della letteratura e della cultura giapponese, avendo, l’industria, preso il volo verso altre zone.
I principali luoghi di attrazione per i turisti si trovano nella zona della stazione ferroviaria. Il Parco di Nara è conosciuto meglio con il nome di “Parco dei cervi”, poiché cervi maschi e femmine convivono e si divertono insieme in tutta libertà.
A ovest incontriamo il Tempio di Kofukuji, edificato nel 710. Un gran numero di statue buddiste di grande valore sono esposte nella “Casa del Tesoro Nazionale”, e il muro di cinta del tempio racchiude in sé una pagoda a cinque piani che si riflette nelle acque del lago Sarusawa.

Il Museo Nazionale di Nara conserva un importante collezione di arte buddista con opere caratteristiche di ciascun periodo storico.
Ma è forse il Tempio di Todaiji, che ospita il Grande Budda di Nara, il più celebre tra monumenti antichi della città. Il Daibutsu-den, in cui è contenuta la statua di bronzo, è la costruzione in legno più grande del mondo.
Un altro sito molto visitato è il Grande Santuario Kasuga, costruito nel 768 e uno dei più famosi santuari shintoisti del Giappone. Gli edifici laccati di rosso vermiglio regalano un contrasto sorprendente e ricco di bellezza con la vegetazione circostante. 1800 lanterne in pietra illuminano la cinta muraria del santuario e un migliaio di lanterne in metallo sono appese sui cornicioni dei suoi corridoi.

Il Tempio di Horyuji, a 45 minuti dalla stazione ferroviaria di Nara, oltre a colpire per la sua straordinaria bellezza è anche uno dei luoghi di culto più importanti di tutto il Giappone. Tra tutte le costruzioni, il tempio, rimasto intatto, è il più antico del Paese, e risale al 607. È costituito da una quarantina di edifici e si dice essere la più antica struttura in legno esistente al mondo.
Nishinokyo, a ovest di Nara, accoglie numerosi templi dell’ VIII secolo di grande valenza artistica, architettonica e storica.
A pochi chilometri, Asuka vi propone un viaggio indietro nel tempo fino alle origini della storia del Giappone. I dintorni di Nara invitano a belle passeggiate con la promessa di scoperte sorprendenti.

A 900 metri di altitudine, sulla vetta del Monte Koya, all’interno del Parco Regionale di Koya-Ryujin, è situato il Tempio di Kongobu-ji, fondato nell’816 dal monaco Kukai (conosciuto anche sotto il nome di Kobo-Daishi) e divenuto il tempio principale del Buddismo Shingon, ramo esoterico del Buddismo giapponese. Da allora 120 templi e monasteri sono stati eretti sulla montagna, facendone un centro religioso di primo piano. Alcuni fra essi offrono alloggio a pellegrini e visitatori, o piatti vegetariani, o anche la possibilità di iniziarsi alla pratica dello zazen, la meditazione zen. Il sito è classificato come Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

Vialetto che conduce al tempio di Okuno-in

L’accesso al tempio avviene attraverso una camminata 2 km ossia 40 minuti su un selciato attraverso una foresta di cedri secolari disseminata di oltre 200000 sepolcri alcuni dei quali sono più che millenari, monumenti e statue memoriali di figure storiche. Vi si incontrano nomi importanti della storia giapponese, come Toyotomi Hideyoshi e Oda Nobunaga.

Okuno-in

Qui si trova il mausoleo di Kukai. Al di là del ponte di Gobyo-Bashi è vietato scattare fotografie, mangiare, bere o fumare. La traversata del ponte dovrebbe essere fatta a testa bassa e con le mani giunte in preghiera, perché la tradizione vuole che Kukai aspetti e riceva i visitatori alla fine del ponte. Il mausoleo si trova dietro il tempio delle lanterne, così chiamato perché illuminato dal chiarore di 20.000 lanterne sospese.

Tempio di Kongobu-ji

È il tempio principale sui 3600 templi Shingon presenti in tutto il Giappone. Edificato nel 1592, è celebre per i suoi dipinti su fusuma (porte a scorrimento) nello stile della scuola di Kano. Il giardino di Banryu-tei è il più grande giardino in pietra del Giappone. Due dragoni formati da 140 pezzi di granito blu e sabbia bianca sono posti a guardia dell’Okuden (santuario).

Danjogaran

Questo sito riunisce diversi edifici. Il Kondo è stato costruito nell’anno 819 da Kukai (da allora ricostruito più volte) ed è sede di importanti cerimonie religiose. Il Miedo è riconoscibile per la forma del tetto, di grande eleganza. Il Konpon-Daito è una pagoda in lacca vermiglia di circa 50 metri d’altezza.

Koyasan-Reihokan

L’edificio dei Tesori di Koyasan custodisce 50000 oggetti, di cui 21 sono Tesori Nazionali e 140 Beni Culturali d’eccezione.

Di fronte al Mare Interno, Hiroshima, la “Città della Pace”, è la città più grande del Chugoku. Il bombardamento atomico del 6 agosto 1945 ha completamente distrutto tutti gli edifici nel centro della città, tranne quello che è ora conosciuto come la Cupola della bomba atomica di Hiroshima, oggi classificato patrimonio mondiale dall’Unesco come testimonianza delle devastazioni delle armi nucleari.

Il giardino Shukkeien

Questo giardino di 4 ettari è stato progettato nel 1620 dal signore della regione, Nagaakira Asano. Si trova vicino al fiume Kyobashi, che fornisce l’acqua per allo stagno (ispirato al Lago Xihu in Cina) e alle cascate presenti.

Museo d’arte di Hiroshima

Inaugurato nel 1968, questo museo espone i lavori di pittori locali oltre ad opere provenienti da tutto il Giappone.

Castello di Hiroshima

Detto anche “Rijo” (il castello-carpa perché l’esterno, dipinto di nero, ricorderebbe una carpa nera), fu costruito nel sedicesimo secolo dal signore della regione, Mori Terumoto. Distrutto nel 1945, fu ricostruito identico nel 1958. Il mastio a cinque livelli funge ora da museo sulla storia e la cultura di Hiroshima e il castello e i suoi dintorni sono un parco pubblico. Dalla cima, i visitatori possono godere di una splendida vista sul porto di Hiroshima e l’isola di Miyajima oltre che di una vista panoramica su tutta la città.

Parco della Pace e i suoi monumenti

Situato su un delta tra il fiume Ota e uno dei suoi affluenti, il Parco della Pace comprende in particolare il Museo della Pace, il Cenotafio del memoriale per le vittime della bomba atomica e la Cupola della bomba.

Museo della Pace

Cupola della bomba atomica
Situata nell’epicentro dell’esplosione, dell’antica camera di commercio della città non resta che la struttura metallica. È l’unico edificio che rimane in memoria di questo avvenimento.

Museo d’arte di Hiroshima

Questo museo espone un’incredibile collezione di arte moderna europea, impressionisti, Fauves, in particolare la scuola di Parigi.

Museo d’arte contemporanea della città di Hiroshima
Situato nel Parco di Hiyajima, una collina piantata a ciliegi dalla quale si ha una splendida vista panoramica, il museo espone le opere di artisti posteriori alla Seconda Guerra Mondiale, giapponesi e stranieri.

Crociera sui fiumi di Hiroshima

hiroshima03Partendo da Kyobashi, proprio a valle della Cupola della bomba, queste crociere offrono una meravigliosa vista della città.

Himeji è conosciuto soprattutto per il suo castello, uno dei più belli del Giappone, che ha l’aspetto e l’eleganza di un airone bianco con le ali spiegate. Considerato il più bel castello del Giappone, è anche uno dei pochi castelli sfuggiti agli incendi, ai terremoti e alle devastazioni della guerra. Il suo biancore fa eco al castello nero di Okayama, che si trova a 50 km di distanza.

Castello di Himeji

Costruito per la prima volta nel XIV secolo e ricostruito poi nel XVII secolo, il castello di Himeji non è soltanto bello, ma anche un raro esempio di castello originale in Giappone. Per questo motivo è stato classificato come Patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il complesso, composto da un maschio principale a cinque piani e da tre torri minori, ha un aspetto magnifico, ed è apprezzato sia dal punto di vista estetico che da quello architettonico. Il castello è soprannominato Hakujoro o Castello dell’airone bianco, per la via della somiglianza che da lontano, così graziosamente adagiato sulla pianura, sembra avere con quest’uccello. In questa cornice stupenda sono stati girati diversi film, tra cui “Shogun” e “Kagemusha”, ragion per cui il castello di Himeji potrebbe avere un’aria familiare.

Giardini Kokoen

Si possono visitare nove giardini giapponesi sul sito dove un tempo sorgevano la dimora del signore di Himeji e le case dei suoi vassalli samurai.

Museo Municipale di Belle Arti di Himeji

In un edificio di mattoni che ospitava una caserma di fanteria agli inizi del XX secolo, è possibile visitare una bella collezione di pittori surrealisti belgi, tra cui René Magritte e Paul Delvaux.

Museo storico della Provincia di Hyogo

Questo museo espone oggetti e documenti relativi alla storia della Provincia di Hyogo e al Castello di Himeji.

Cimitero di Nagoyama

Dalla città si può vedere il grande stupa di 38 metri sulla sommità della collina che ospita il cimitero di Nagoyama. L’interno è magnifico. Dal sito, si gode anche di una bella vista sulla città.

Tempio di Engyoji sul monte Shoshazan

Questo tempio appartiene alla scuola di buddismo Tendai da più di 1.000 anni. Si compone di tre magnifici edifici e molte delle sue numerose statue sono state classificate importanti beni culturali. Da ricordare anche che alcune scene del film “L’ultimo samurai” sono state girate qui.

Capoluogo della provincia di Hyogo e grande porto internazionale, Kobe è anche nota per il suo leggendario bue di Kobe caro ai buongustai e per il commercio di perle. Tutt’intorno a questa grande città commerciale vi sono splendidi paesaggi naturali, a cominciare dal Monte Rokko, la cui omonima acqua minerale è famosa in tutto il Giappone.

Sannomiya

Sulla sponda orientale del fiume Ikuta si trova il quartiere di Sannomiya che è il vero centro della città, paradiso dello shopping e cuore della vita mondana. Vi si trovano grandi gallerie commerciali e numerosi ristoranti. È inoltre il centro nevralgico della viabilità cittadina.

Motomachi

Motomachi è un altro quartiere molto vivace dove ci si potrà dedicare allo shopping e ai piaceri della buona tavola. Le strade di Nanakin-machi formano la grande Chinatown del Kansai: il Capodanno cinese qui si festeggia in modo sempre spettacolare.

Kitano

Sulle colline a nord di Sannomiya, di fronte al mare, si stabilirono tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo molti stranieri, che fecero costruire edifici di gusto occidentale. Molti di questi edifici sono oggi sedi museali aperte al pubblico, oppure accolgono dei caffè. Alcuni sono stati inoltre classificati Beni Culturali d’eccezione.

Porto di Kobe

Il porto di Kobe è il secondo porto commerciale del Giappone. È anche un luogo di passeggiate molto rinomato per via del parco di Meriken, delle crociere sulla baia e della Torre del Porto che, dall’alto dei suoi 108 metri, offre una splendida vista panoramica sulla città.

Harbor Land

Questa zona sul lungomare è stata allestita per il tempo libero e dotata di molti negozi e ristoranti. Tra questi spicca Mosaic, un complesso commerciale per il tempo libero e lo shopping, dove si trova una grande ruota panoramica che offre una splendida vista sul porto e sull’oceano.

Spiaggia di Suma

Ci si reca a Suma per la sua bella spiaggia di sabbia bianca adornata di pini, ma anche per il suo parco acquatico, uno dei più grandi del Giappone.

Maiko

Il ponte Akashi Kaikyo, il più lungo ponte sospeso del mondo, con una lunghezza di 3.911,10 metri e una portata di 1.991 metri, collega la zona di Maiko a Kobe e all’isola Awaji. La veduta di questo ponte è particolarmente interessante di notte per via delle sue luci cangianti. Si può anche usufruire di una passerella di osservazione sotto il ponte stesso. A 47 metri al di sopra il suolo e su 150 metri di passeggiata, la vista è mozzafiato.

Monte Rokko

A strapiombo sulla città di Kobe, il Monte Rokko è la cima più alta dell’omonima catena montuosa. Appartenente al Parco Nazionale di Seto-nai-kai, è un punto di partenza per le escursioni. Tuttavia, il Monte Rokko è conosciuto soprattutto per la splendida vista sulla città di Kobe, che si gode dalla sua vetta, nota le più belle vedute notturne del mondo.

Termale di Arima-onsen

Sull’altro costone del Monte Rokko si trova quella che sarebbe la più antica terme del Giappone. Le sue sorgenti ricche di ferro e sale (più del doppio della salinità del mare) sono reputate efficaci contro problemi digestivi, problemi legati alla natura femminile, nevralgie o reumatismi. Le sue sorgenti contengono inoltre carbonato e radio e sono efficaci contro problemi gastrici e le malattie della pelle.

Nada Go-go

A partire dal XVIII secolo diverse distillerie per la produzione di sake si stabilirono su una strada soprannominata Sakagura-no michi (letteralmente, la strada dei distillatori di sake), perché attratti sul luogo dalla disponibilità della miya-mizu che è un’acqua di eccellente qualità, dalla produzione di riso di alta qualità e infine dalla prossimità dei trasporti marittimi. La maggior parte dei distillatori ha il proprio museo del sake e vi organizza visite e degustazioni.

Il quartiere della baia di Osaka ha conosciuto recenti interventi di sviluppo per ospitare grandi complessi di negozi e ristoranti. È diventato uno dei luoghi di frequentazione preferiti dai giovani della regione. In effetti, le attrazioni non mancano: il più grande centro commerciale industriale del Giappone, la più alta grande ruota panoramica del Giappone, il più grande acquario del mondo, l’unico parco divertimenti della Universal Studios al di fuori degli Stati Uniti. Le attrazioni non mancano in questo quartiere dinamico.

Castello di Osaka

Il Castello di Osaka risale alla fine del XVI secolo e fu costruito da Toyotomi Hideyoshi, il signore della guerra che soggiogò il Paese. Incendiato e ricostruito a più riprese, il castello domina oggi, in posizione centrale, un grande parco di 6 ettari molto amato dagli abitanti della città, che vengono qui a passeggiare quando fioriscono i ciliegi, in primavera.

Namba e Shinsaibashi (Minami)

Minami, la parte meridionale della città, comprende i quartieri tradizionali di Osaka: Dotombori, che tiene alta la reputazione della città quanto ad arte culinaria e festeggiamenti, grazie ai suoi numerosi ristoranti e bar in un’atmosfera a colori vivaci, Shinsaibashi, da cui si dettano le nuove tendenze della moda come America-mura, e Nipponbashi con i suoi numerosi teatri.

Dotombori

Sulle rive del canale di Dotombori si trova uno dei quartieri più vivaci della città, animato com’è da numerosi ristoranti, bar e teatri dove si esibiscono cabarettisti, in un tripudio di insegne stravaganti e giganteschi neon.

Crysta Nagahori

Questa galleria commerciale sotterranea si estende dalla stazione della metropolitana di Yotsubashi fino a Nagahoribashi, passando attraverso la stazione di Shinsaibashi. Sopra di essa, scorre il fiume.

America Mura

Pitture murali ed immagini giganti sono il tratto distintivo di questo quartiere, in cui i giovani vengono per scoprire le ultime tendenze nei negozi di importazione, di abiti usati o sui mercatini delle pulci. La fama del quartiere è anche dovuta ad una delle specialità di Osaka, il tako-yaki, ossia delle piccole e croccanti frittelle di polpo che si vendono e si mangiano nei negozietti del posto.

Shinsaibashi Suji

Una mecca dello shopping a Osaka, caratterizzata dal contrasto tra i molti negozi tradizionali e i grandi magazzini moderni come Daimaru e Parco.

Altre informazioni:

Il Giappone si estende da nord a sud per 3.000 km per cui il clima varia a seconda della latitudine, da quello fresco e temperato dell’isola settentrionale di Hokkaido a quello sub tropicale dell’estremo sud di Okinawa. La maggior parte del paese ha un clima temperato e piovoso, simile a quello dell’Europa centrale. Le stagioni migliori per visitare il Giappone sono la primavera (aprile e maggio) e l’autunno (ottobre e novembre). I mesi di luglio ed agosto sono particolarmente caldi ed umidi. I principali periodi di festa sono il Capodanno (29 dicembre – 4 gennaio), la “settimana d’oro” (29 aprile – 5 maggio) e la settimana centrale di agosto (Obon). In questi periodi, aerei, treni ed alberghi sono spesso sovraffollati.

Il Giappone è un arcipelago che si estende per 3000 km da nord a sud al largo delle coste della Russia, della Cina e della Corea, e si affaccia sul Mar del Giappone ad ovest e sull’Oceano Pacifico ad est. Le isole principali sono Hokkaido, Honshu, Shikoku e Kyushu accompagnate da un migliaio di isole di minori dimensioni, isolotti e scogli. Il territorio del paese è prevalentemente montuoso con la vetta del Monte Fuji che raggiunge i 3.776 metri; la maggior parte della popolazione (127.000.000 di abitanti circa), si concentra nelle zone pianeggianti.

La storia del Giappone si suddivide in diversi periodi:
Periodo Jomon (12.700 – 400 A.C. Circa) E’ un periodo storico che abbraccia più di 10.000 anni.
Le antiche popolazioni giapponesi, in contemporanea con quelle continentali, svilupparono la tecnica per la realizzazione della ceramica: grazie alla possibilità di avere recipienti per mantenere e cuocere i cibi, il Giappone conobbe un periodo di boom demografico. Il nome “Jomon”, da cui derivano sia il nome del periodo storico che quello delle popolazioni che abitavano l’ arcipelago in quell’epoca, deriva dalla cordicella di creta (Jomon, appunto) che veniva attorcigliata intorno al vaso, come decorazione, prima della cottura. Le popolazioni Jomon erano orientate verso la caccia e verso la raccolta di vegetali, più che alla loro coltivazioni: il territorio era talmente ricco e fertile che non si avvertiva la necessità di coltivarlo. Non esistevano nemmeno grandi differenze sociali ed i contatti con il continente erano pochissimi, tanto che durante questo lunghissimo periodo la vita in Giappone rimase quasi invariata mentre, al contrario, nell’Asia continentale, avvenivano grandi cambiamenti ed evoluzioni. Sempre al periodo Jomon è attribuito l’arrivo e la stabilizzazione sul territorio delle prime tribù “Ainu”, di cui si parla anche nella mitologia Giapponese. Al giorno d’oggi si trovano discendenti degli Ainu in alcuni gruppi etnici del nord del Giappone, conservatori della lingua Ainu, totalmente differente dal giapponese. Intorno al 660 A.C. viene datato l’inizio del regno di Jinmu Tenno, il primo mitologico Imperatore del Giappone, figlio di discendenti della Dea del Sole Amaterasu, al quale in seguito succedettero altri 13 imperatori discendenti, anch’essi mitologici e non storicamente documentati.
Periodo Yayoi (400 A.C. – 300 D.C. Circa)
A partire dal 400 a.C., l’arcipelago venne strettamente a contatto soprattutto con le popolazioni provenienti dalla Corea, che a sua volta era in contatto con le popolazioni cinesi. Il contatto con le popolazioni coreane fece sì che venissero introdotte in Giappone numerose innovazioni tra cui, in prima linea, la metallurgia e l’agricoltura intensiva.
Il nome “Yayoi” deriva da un distretto di Tokyo nel quale, in epoche recenti, è stato ritrovato il reperto di un particolare tipo di vaso che attesta, appunto, questi cambiamenti storici. Oltre alla metallurgia ed all’agricoltura, durante quest’ epoca, furono introdotte anche la lavorazione del bronzo, la sepoltura dei defunti in grandi urne, la lavorazione di collane con perle di vetro, l’immagazzinamento del riso, ecc.
Nell’arcipelago arrivarono nuove specie di piante e tuberi e nuove specie animali ed il cambiamento “yayoi” investì in breve tempo gran parte del Giappone: nella parte centro-meridionale il cambiamento fu pressoché totale, mentre a nord, grazie alle condizioni climatiche completamente differenti, l’influenza fu minore, ma lasciò comunque pochissimo spazio a quella che era la cultura primitiva “Jomon”. Iniziano a comparire, in quest’epoca, le prime stratificazioni sociali, nonché le imponenti tombe a tumulo nelle quali venivano conservati, insieme a ricchi tesori, i resti di nobili ed imperatori.
Periodo Yamato (300 – 710 D.C. circa)
Parte dall’impero di Jimmu Tenno che, secondo la mitologia, secoli addietro aveva fondato il regno Yamato nell’isola di Honshu. Gli Yamato erano grandi guerrieri e le loro famiglie erano numerosissime (tra queste, la famiglia Fujiwara). Erano grandi osservatori dello Shinto, coltivando quindi la necessità di essere puri sia nell’anima che nel fisico. Grazie a loro nacquero i primi bagni giapponesi, nei quali si purificavano dopo aver “sporcato” il proprio corpo con azioni impure o dopo le sanguinose battaglie. Dopo la morte, la casa dei defunti veniva incendiata e se a morire era un imperatore, la capitale del regno veniva spostata in un’altra città. Le morti degli imperatori (e anche dei nobili) venivano inoltre consacrate con imponenti tombe a tumulo (chiamate Kofun) dove spesso, oltre a tesori e ricchezze, venivano sepolti anche i cortigiani dopo essere stati uccisi per devozione (nei secoli sostituiti da statue di argilla).
In questo periodo i Giapponesi fecero riferimento alla Cina sia per le scienze e la tecnologia, che per la scrittura. Fu proprio dai cinesi, infatti, che l’antico Giappone, chiamato inizialmente Yamato, tramutò il suo nome in Nihon (Nippon), alla lettera “origine del sole”, ovvero “paese del sol levante”. I reperti dei primi scritti storico/mitologici giapponesi, appartengono proprio alla fine di questo periodo storico, ovvero all’anno 712. Nelle zone più a sud del regno Yamato, il popolo era governato da regine ma ben presto i ruoli vennero invertiti ed esse persero con il tempo tutto il potere che avevano avuto in precedenza, grazie anche alle influenze delle religioni del buddismo e del confucianesimo che venivano introdotte in quel periodo. Questo periodo, in particolare, fu di grande contatto con la Corea: esistono dispute storiche sull’acquisizione di cultura e tecnologia di origine coreana da parte dei giapponesi o, viceversa, l’idea dei Coreani che fossero stati loro a conquistare il territorio Giapponese, avviando la prima dinastia imperiale.
Sempre al periodo Yamato, appartiene uno dei reperti più preziosi dell’epoca: la spada Eta Funayama, realizzata in ferro ed argento e decorata da iscrizioni in cinese che narrano di un grande Re. Anche in questo caso la disputa si concentra sulla questione Giappone-Corea, ovvero quale delle due popolazioni ha effettivamente gettato le basi della cultura moderna.
Periodo Di Nara (710-794)
Breve ma intenso, in questo periodo venne abolita la tradizione di spostare la capitale del regno alla morte dell’ Imperatore, fissandola a Nara. Il buddismo fu introdotto come religione ufficiale e tale scelta venne consacrata ufficialmente con la costruzione del Daibutsu (statua del grande Budda, alta circa 15 metri) a Nara.
Sempre durante il periodo di Nara, vennero scritte due grandi opere che ancora oggi costituiscono forti riferimenti storici e mitologici: il Kojiki (digesto delle cose antiche) ed il Nihongi-shoki (cronache giapponesi).
Periodo Heian (795-1185)
In questo periodo la capitale fu spostata da Nara all’ attuale Kyoto, dove la corte imperiale rimase per circa un millennio. Il Giappone cominciò ad avere una propria identità sia artistica che religiosa, grazie anche alla fusione delle idee del Buddismo e della religione Shinto, per cui gli dei iniziarono ad essere considerati come manifestazioni del Budda. Gli imperatori, ritirandosi ad un ruolo marginale per seguire la propria spiritualità, lasciarono spazio alla famiglia Fujiwara, che si impadronì pian piano del potere. I confini del regno continuavano ad estendersi ed alla ricchezza di corte si contrapponeva la povertà dei contadini (spesso governati da famiglie di militari), chiamati a cedere parte del raccolto in cambio di protezione. Nacque così la classe dei samurai e, dopo lotte interne tra i Fujiwara ed altre famiglie nobili, salì al potere il clan Minamoto, in cui Yorimoto Minamoto fu il primo shogun a governare il regno, appoggiato dalla classe dei samurai. La capitale venne spostata a Kamakura.
Periodo Kamakura (1192-1333)
Il Giappone veniva governato dai fedeli dello Shogun, i Daimyo, appoggiati a loro volta dai Bushi (soldati samurai), che seguivano un codice di lealtà e di onore chiamato Bushido. Si fece spazio anche la cultura delle armi ed in particolare delle spade, di cui Masamune era il miglior artigiano. Ma con il passare del tempo Minamoto perse il suo potere e venne rimpiazzato da un membro della famiglia Fujiwara, e dall’imperatore Go-Daigo. Nel frattempo vennero respinte invasioni dalla Cina ed in seguito dai barbari che, anche se numerosi, vennero decimati da una tempesta in mare. Questo vento divino, chiamato “kamikaze” divenne poi il grido degli aviatori suicidi giapponesi durante la II Guerra Mondiale.
Il governo attuale però stava perdendo la stima dei samurai, così si succedettero guerre interne tra governo e Shogun.
Periodo Muromachi (1335-1572)
Dopo la sconfitta dell’imperatore Go-Daigo la casa reale si divise tra le città di Kyoto e Yoshino per più di mezzo secolo. Diversi imperatori si succedettero ma, incapaci di governare, fecero sprofondare il Giappone nel caos.
Allo stesso tempo, vennero edificati a Kyoto il Kinkaku-ji ed il Ginkaku-ji e si svilupparono le arti. Fu questo anche il periodo in cui gli occidentali scoprirono il Giappone, introducendovi armi da fuoco (che i Giapponesi impararono presto a costruire) e la religione del cristianesimo. Ma il Giappone, visti i disordini creati dall’introduzione di nuove culture dall’occidente, decise di mantenere stabilmente soltanto rapporti con l’Olanda.
Periodo Azuchi Momoyama (1573-1600)
Fu un periodo molto breve, in cui Nobunaga Oda marciò su Kyoto per ristabilire il governo degli Shogun.
Egli fu il primo ad utilizzare le armi da fuoco, e fu assassinato da una delle sue guardie. In questo periodo i castelli dei vari governatori locali vennero edificati e fortificati sulle alture. Il castello più imponente è l’Osaka-Jo, per il quale sono stati utilizzati massi le cui dimensioni arrivavano anche a 10 metri di lunghezza ed 8 metri di altezza.
Le strade, invece, venivano costruite come dei labirinti, in modo che i nemici fossero disorientati e la loro avanzata fosse facilmente controllabile. Nello stesso periodo il Daimyo Toyotomi Hideyoshi intraprese azioni invasive in Corea, per cui per 35 anni il territorio coreano fu totalmente assoggettato al Giappone, che cercò di annientare la cultura locale, riportando a casa anche il macabro trofeo consistente in 20 mila nasi mozzati.
Periodo Edo (1600-1867)
Questo periodo iniziò con il governo Tokugawa, che divenne governatore assoluto del Giappone e si trasferì ad Edo, oggi chiamata Tokyo. Fu questa l’epoca in cui gli occidentali ricominciarono a fare pressioni sul Giappone, sia sul lato commerciale che su quello religioso, creando non poche minacce al paese. Per questo motivo la religione cristiana fu bandita definitivamente ed i rapporti commerciali tornarono ad essere limitati agli olandesi.
In seguito, sotto il governo di Iemitsu, venne costruito a Nikko il più grande santuario del Giappone e l’esercito Giapponese si rafforzò a tal punto da diventare uno dei più potenti e disciplinati eserciti, scoraggiando così potenziali invasioni dall’occidente. Per il Giappone questo fu un periodo di grande rigore e disciplina, in cui fiorirono le arti. Non a caso numerose odierne usanze e regole giapponesi derivano proprio dal periodo Edo. La struttura sociale vedeva a capo di tutto la casa imperiale (con limitati poteri), poi gli Shogun (con ampi poteri), i Daimyo, i samurai, i mercanti ed i contadini, che erano quelli che più subivano soprusi e pressioni fiscali. A lungo andare, questa situazione sociale, nonché la sua staticità, finì per indebolire il paese: i samurai perdevano la loro importanza, spesso riducendosi in miseria, ed i contadini si impoverivano sempre più mentre i mercanti acquisivano potere. Per gli occidentali era il momento di tornare all’attacco e l’ ammiraglio americano Perry fu il primo a costringere i giapponesi ad aprirsi al commercio estero, stipulando con loro un trattato.
Agli americani, seguirono poi le flotte europee.
Periodo Meiji (1867-1912)
Sotto il potere dell’ imperatore Meiji, la capitale fu definitivamente ufficializzata a Tokyo, il buddismo fu abolito e venne imposto lo shinto come religione ufficiale, per cui l’ imperatore era riconosciuto come un dio vivente.
I samurai, dopo lotte e rivolte interne, cessarono di esistere e vennero fatte riforme per i diritti umani, per cui anche i mercanti persero potere sociale. Il Giappone iniziò quindi a guardare verso l’occidente accogliendone la cultura: venne introdotta la carne nella dieta alimentare (per combattere la carenza di proteine e rafforzare la costituzione fisica), si incoraggiarono i viaggi all’estero e si sviluppò la cultura scientifica, oltre all’introduzione del telefono e della corrente elettrica. Fu costruita la prima rete ferroviaria che collegava Tokyo a Yokohama: le autorità giapponesi del tempo si tolsero le scarpe a Tokyo per salire sul treno e rimasero stupiti nel non ritrovarle a Yokohama, alla fine del loro viaggio.
Nel 1889 fu promulgata la prima costituzione giapponese ed in seguito vennero combattute guerre contro la Cina (dopo la quale una parte della Corea venne annessa al Giappone) e la Russia, entrambe vinte con successo, grazie alle quali il Giappone si affermò come potenza mondiale.
Periodo Taisho (1912-1925)
L’ imperatore Taisho, figlio di Meiji, si mise da parte per il governo del paese a causa di problemi di salute (non bene identificati) lasciando molto spazio ai suoi ministri. In questo periodo il Giappone, forte della fama di potenza mondiale, costruì flotte di navi da guerra. Allo stesso tempo, gli Stati Uniti limitarono di molto le immigrazioni giapponesi ed il Giappone ne fu negativamente impressionato, dando origine a tensioni tra i due paesi, che si spensero provvisoriamente con la loro alleanza durante la I Guerra Mondiale, dopo la quale il Giappone entrò a far parte della Società delle Nazioni. Verso la fine dell’era Taisho, il Giappone fu colpito da un violentissimo terremoto che provocò incendi e più di 100.000 vittime nella zona del Kanto, per cui molti Coreani furono trucidati da fanatici giapponesi con l’accusa di aver contaminato la terra e causato quel disastro.
Periodo Showa (1926-1989)
Hiroshito, con il nome di Showa, era un imperatore innamorato dell’esempio europeo.
Fu allora che il Giappone fece riferimento principalmente alla Germania e ne accolse le idee hitleriane (pensiero non poco in contrasto con la realtà, dato che Hitler esaltava la razza ariana), perdendo l’appoggio degli americani.
I Giapponesi, allora profondamente nazionalisti, erano convinti di poter dominare economicamente e politicamente il continente asiatico. Fu così che, uscito dalla Società delle Nazioni, il Giappone iniziò ad espandersi occupando la Manciuria e successivamente invadendo parte della Cina. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna gli imposero allora delle sanzioni economiche. Nel 1941 il Giappone bombardò Pearl Harbour e continuò ad espandere i propri confini, grazie anche alle sue imponenti flotte navali, superiori anche a quelle americane. L’espansione del Giappone nel Pacifico mirava ormai alle coste australiane, raggiungibili sfruttano l’appoggio di un’ isola chiamata Midway, che gli avrebbe fornito la necessaria pista di atterraggio. Ma le flotte americane, grazie ad un colpo di fortuna, rintracciarono in mare quelle giapponesi, che furono sconfitte. L’avanzata del Giappone nel Pacifico iniziò a retrocedere lentamente, ma l’evento che portò alla reale fine della guerra fu il bombardamento atomico da parte degli Stati Uniti su Hiroshima (6 agosto) e Nagasaki (9 agosto) nel 1945. Pochi giorni dopo l’imperatore in persona annunciò alla nazione che la guerra era stata persa. Gli Stati Uniti occuparono il Giappone per circa 7 anni, rimanendo però su alcune isole (tra cui Okinawa, ancora oggi sede di basi americane) che vennero restituite negli anni a seguire. Dopo la Guerra il Giappone si è reintegrato nella comunità internazionale, affermandosi sempre più come grande potenza economica.
Periodo Heisei (1989-oggi)
Alla morte del padre, salì al trono l’Imperatore Akihito, considerato il 125° successore dell’ Imperatore Jimmu, con il nome di Heisei (l’attuale Imperatore). L’Imperatore incontrò sua moglie Michiko in un campo da tennis. Da allora il tennis ha acquistato importanza, anche come elemento di buon auspicio per incontri sentimentali.
I due coniugi imperiali, inoltre, hanno rotto le tradizioni decidendo di allevare i propri figli senza l’ausilio di una governante.

Attualmente il sistema governativo Giapponese è fondato sulla separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario. Il potere legislativo è esercitato dalla Dieta Nazionale, composta dalla Camera dei Rappresentanti e dalla Camera dei Consiglieri. Il potere esecutivo è esercitato dal Governo, formato da un Primo Ministro e non più di venti Ministri. Il potere giudiziario (totalmente indipendente da quello legislativo e da quello esecutivo) è esercitato dalla Corte Suprema, otto Alte Corti e numerose Corti Distrettuali, oltre alle preture.
L’Imperatore è il Capo dello Stato, ma non ha poteri legislativi, esecutivi o giudiziari.

Il Giappone gode di una piena libertà religiosa circa il 30% della popolazione giapponese segue la religione buddhista.  Di fatto, la grande maggioranza della popolazione è legata a locali santuari e culti shinto, e una larga fetta pratica un sincretismo di scintoismo e buddhismo. Tra le minoranze religiose vi sono l’islam, l’induismo, l’ebraismo, il cristianesimo il quale viene praticato da meno dell’1% della popolazione giapponese.

La cucina giapponese è sorprendentemente varia ed utilizza quasi esclusivamente gli ingredienti di stagione.

La qualità dei prodotti del mare, della carne e delle verdure è sempre alta. In Giappone vi sono ristoranti che si adattano a tutti i gusti ed a tutte le possibilità di spesa. Specie nei centri maggiori abbondano anche i ristoranti con cucina europea ed asiatica.

I giapponesi cenano a partire dalle 18.00 e quindi, soprattutto nei piccoli centri, i ristoranti chiudono presto.

Visti e Documenti

Per il Giappone per i cittadini italiani è necessario il passaporto in corso di validità. Non è richiesto nessun visto di ingresso per soggiorni inferiori a 90 giorni. In base alla nuova procedura di ingresso nel paese tutti i cittadini stranieri devono fornire, al momento dello sbarco, i propri dati biometrici (impronte digitali e fotografia facciale).

Fuso Orario

Il Giappone sono avanti di 8 ore rispetto all’Italia (7 durante l’ora legale in Italia). In Giappone non esiste l’ora legale.

Valuta

In Giappone i pagamenti si effettuano in Yen giapponesi. È possibile acquistare la valuta presso gli uffici di cambio in aeroporto, nelle banche, negli alberghi e nei grandi magazzini autorizzati. I contanti rappresentano ancora il mezzo di pagamento più comune soprattutto al di fuori delle grandi città. Le maggiori carte di credito sono accettate nei principali hotel e negozi. Le mance non sono diffuse e non vengono richieste.

Vaccinazioni

Non è richiesta nessuna vaccinazione.

Telefono e internet

Il prefisso telefonico internazionale del Giappone è 0081. Per chiamare dal Giappone all’Italia il prefisso internazionale è 0039. I telefoni pubblici sono diffusi. È possibile inoltre effettuare chiamate dagli alberghi. Il Giappone utilizza un sistema di telefonia mobile non compatibile con il sistema europeo, è consigliato pertanto rivolgersi al proprio gestore; è possibile affittare in loco i telefoni cellulari. Numerosi sono gli internet-point e gli hotel dotati di sistema wi-fi o LAN.

Elettricità

La corrente elettrica ha una tensione di 100 volt in Giappone e le spine più comuni sono quelle piatte (prese americane). È necessario un adattatore/trasformatore. Nei grandi alberghi sono presenti prese di corrente a 110 e 220 volt.

Lingua

La lingua ufficiale è il giapponese. Lo studio dell’inglese è obbligatorio nelle scuole superiori ma non molti lo parlano correntemente. Nei principali aeroporti, stazioni ferroviarie e della metropolitana si trovano indicazioni in caratteri latini.

Sistemazioni alberghiere

Come da regola internazionale le camere vengono assegnate dopo le ore 14.00 e devono essere rilasciate entro le ore 11.00. Le camere doppie prenotate, salvo dove espressamente specificato, si intendono con due letti gemelli separati. Non tutti gli hotel dispongono di camere con letto matrimoniale e talvolta potrebbe essere richiesto il pagamento di un supplemento per questa tipologia di camera. In Giappone per camera tripla si intende di norma una sistemazione con due letti ad una piazza e mezza oppure un letto matrimoniale ed uno singolo, si sconsiglia quindi la sistemazione in tripla per 3 adulti. È doveroso segnalare che le dimensioni delle camere giapponesi sono abbastanza ridotte e non corrispondono ai canoni di altri paesi; la misura utilizzata è in “tatami” (1 tatami = 85×180 cm circa) e una camera base misura in media dagli 8 ai 10 tatami, rendendo la sistemazione poco confortevole.

Guide

In Giappone tutte le guide sono professioniste. È doveroso segnalare che il numero di guide locali in italiano è abbastanza esiguo ed il loro livello non è omogeneo. Specie durante l’alta stagione può essere difficoltoso reperire guide con una buona preparazione e conoscenza della lingua italiana.
È altresì importante segnalare che il costo delle guide, soprattutto di lingua italiana, è molto alto, incidendo per gran parte nella composizione del prezzo dei servizi. Negli ultimi anni (in caso di viaggi individuali) è disponibile un servizio di “assistente”: non si tratta di una vera guida ma di personale parlante Italiano che accompagna i clienti durante visite ed escursioni, ma che non dispone della preparazione e delle autorizzazioni necessarie a lavorare come guida; in questo caso il costo è molto inferiore.

Tour con guide locali in italiano

I gruppi sono composti da clienti italiani di vari operatori e vengono accompagnati da guide locali in lingua italiana e da assistenti locali in lingua inglese.

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