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Myanmar

Il Myanmar, un tempo chiamato Birmania, è un paese di straordinaria bellezza, ricco di tradizioni legate ad una cultura millenaria che ancora oggi si manifesta con spontanea naturalezza offrendo un’esperienza di viaggio indimenticabile.

E’ il paese più profondamente spirituale di tutta l’Asia. Qui la religione più diffusa è il Buddhismo e i monaci sono le figure più importanti della società. Popolato da gente cordiale ed ospitale capace, di entrare nel cuore del viaggiatore in modo indelebile, è un mosaico di etnie che convivono tra loro e che conservano ancora intatti antichi folclori e tradizioni rurali.

Ovunque si avverte un’atmosfera mistica; è questo infatti il paese che possiede il maggior numero di templi buddisti tanto da essere definito “Il Paese delle Mille Pagode”.

Una destinazione autentica capace di emozionare che conserva ancora la sua vera essenza attraverso imponenti pagode, maestosi monasteri e rovine che esprimono la grandezza archeologica e culturale del paese.

Una natura straordinaria, caratterizzata da vegetazione tropicale, fa da cornice a paesaggi incantevoli. Sulla costa la vita è scandita da ritmi semplici, luoghi autentici per ritrovare armonia ed equilibrio, dove potersi rilassare e al tempo stesso respirare l’atmosfera di un Oriente ormai perduto.

Yangoon detta “Giardino d’Oriente” pur essendo la ex-capitale, è la porta d’ingresso principale al Myanmar. Abbellita da laghi idilliaci, parchi ombreggiati e vegetazione tropicale è ora divenuta un crescente centro d’affari e commercio, pur mantenendo una piacevole atmosfera coloniale. Di notte, gli ampi viali della capitale sono occupati da centinaia di bancarelle colme di cibo dall’aspetto invitante e di sigari.

SHWEDAGON PAGODA

E’una delle attrattive principali della città, adagiata sulla collina di Singuttara, è considerata da molti come la più grande e importante pagoda del Myanmar moderno. Alta in origine 8,2 metri, dopo numerose modifiche dovute ai vari monarchi che si sono avvicendati al trono, raggiunge oggi i 100 metri d’altezza. La pagoda, che ha 2500 anni, custodisce alcuni capelli del Buddha nonché altre reliquie sacre. Ogni giorno i fedeli offrono fiori, cibo e acqua. Una visita all’ora del tramonto promette uno spettacolo suggestivo quando la luce del sole calante colpisce il pinnacolo della pagoda.

IL KAREWEIK

E’ situato al centro del Lago Reale. Con la sua doppia prua rappresenta il mitologico Kareweik, uccello acquatico che risale all’antica storia indiana. Su questa base poggia una struttura a più piani che ospita tipici ristoranti birmani. Il Kareweik rappresenta un magnifico esempio d’architettura tradizionale birmana.

MUSEO NAZIONALE

I Mandalay Regalia con il maestoso Trono Del Leone risalente all’ultimo re birmano, gode della posizione di maggior prestigio all’interno della collezione di reperti storici e archeologici del museo e lascia intravedere al visitatore la storia di questo famoso, ma sconosciuto paese.

MERCATO DI BOGYOKE

Il mercato più grande e animato di Yangon merita una visita per la vasta scelta di prodotti, talora insoliti, che vanno dall’artigianato più antico agli oggetti più all’avanguardia. Ideale per coloro che cercano souvenirs: si possono trovare i regali più esotici e i ricordi più suggestivi.

CHAUKHTAYKYI PAGODA

Splendida pagoda contenente una colossale statua di Buddha sdraiato lunga 70 metri dai piedi riccamente decorati con gli usuali simboli.

Naypyidaw è la nuova capitale della Birmania. La sede del governo birmano è stata spostata da Yangon il 6 novembre 2005; da quel momento la città prese il nome attuale, che in birmano significa infatti “sede dei re” (in precedenza era Pyinmana). È situata a 320 km a nord di Yangon e conta più di 100.000 abitanti. Le stime della popolazione sono imprecise perché in costante crescita.La città è situata nella Divisione di Mandalay. L’11 novembre 2005 alle 11 di mattina, 11 squadre di militari trasportati da 1.100 camion accompagnavano 11 ministri o capi del governo per lasciare Yangon e dirigersi verso il luogo dove sarebbe sorta la nuova capitale. La frequenza del numero undici è data dall’osservazione degli astri da parte dell’astrologo personale di Shwe. Si doveva erigere una città con adeguati servizi per i ministri e i nuovi arrivati: Shwe decise che il progetto doveva essere finito entro il febbraio 2006. Sembrava un obiettivo impossibile ma già il 27 marzo 2006 12000 soldati marciavano per le vie della nuova capitale per la ricorrenza della ribellione contro il Giappone. Ci sono vari motivi per lo spostamento della capitale:

    1. La posizione più centrale e favorevole di Naypyidaw.
    2. Ottimo luogo come nodo ferroviaro.
    3. Il tentativo di deconcentrare la popolazione dall’agglomerato di Yangon che conta 5.000.000 di abitanti.
    4. La migliore posizione rispetto a Yangon in quanto distante dalla costa.
Bago

Fu capitale del regno Mon, caduta sotto il dominio dei Birmani, rimase nell’ombra per tre secoli fino a quando il re di Martaban la scelse come propria capitale, riportando la città ad essere uno dei più fiorenti porti; interesse particolare è offerto dalle tre pagode principali.

PAGODA SHWEMAWDAW

Originariamente alta poco più di 22 metri, fu elevata fino a quasi 90 nel corso dei secoli per contenere due capelli del Buddha, rasa al suolo da un terremoto nel 1930 fu poi ristrutturata dopo un lungo periodo di abbandono.

PAGODA SHWETHALYAUNG

Racchiude un’immensa figura del Buddha reclinato costruita nel 994 D.C. lunga 55 metri e alta 16, riportata agli antichi splendori, passa per una delle immagini più realiste di Buddha.

PAGODA KYAIKPUN

Eretta dal Re Dhammaceti in ricordo delle sette località in cui Buddha soggiornò le sette settimane successive all’illuminazione. Secondo la leggenda, le statue di questo tempio sarebbero rimaste in piedi se nessuna delle sorelle mon, che lo costruirono, si fosse sposata. Quando una di esse lo fece su un lato della colonna rimase solo un profilo di mattoni.

Kyaiktiyo (Roccia d’Oro)

A circa 160 chilometri dalla capitale Yangon, dopo essere giunti al campo base di Kin-Pun attraverso un sentiero si giunge di fronte ad un magnifico scenario: un macigno ricoperto d’oro con la forma di testa umana con annessa una pagoda dorata di 6 metri d’altezza. Situato sull’orlo di un precipizio, 112 metri sul livello del mare, la roccia sacra di Kyaiktiyo è il centro di pellegrinaggio più famoso del Myanmar.

Fondata nel 849 D.C., è stata la prima capitale del Regno di Myanmar nel 1044. Situata su quarantadue chilometri quadrati di aperta campagna, la città è posta sulla riva orientale del fiume Ayeyarwady (Irrawady) ed è ricoperta da 5000 misteriosi nonché magnifici stupa e pagode, testimonianze di un glorioso passato. Oggi è, a ragione, considerata un ricco sito archeologico. La vista panoramica di questa terra al tramonto Vi lascerà un prolungato senso di stupore.

PAGODA SHWEZIGON

E’ la più importante della città, è stata costruita nel 1057 come centro di preghiera e riflessione dal Re Anawraha, fondatore della prima dinastia di Bagan. La Shwezigon è il prototipo di tutti i successivi stupa birmani.

TEMPIO DI ANANDA

E’ il più famoso tempio di Bagan. Costruito nel 1091 dal Re Kyansittha, contiene numerose statue di Buddha e sculture di pietra di ottima fattura che rappresentano varie scene della sua vita. La bellezza e l’armonia della imponente architettura farà apprezzare l’elevata espressione dell’arte birmana.

IL MUSEO DI BAGAN

Piccolo nelle dimensioni questo museo è diretto dal Dipartimento d’Archeologia. Al suo interno sono esposti antichi manufatti trovati nell’area circostante la città. Sono reperti di una buona qualità artistica, reliquie della gloria di Bagan.

PAGODA BUPAYA

Si dice che questa pagoda sia la più antica di Bagan e che risalga al III secolo D.C.; data la sua posizione in riva al fiume e la caratteristica forma a bulbo che si erge sopra una serie di terrazze merlato è particolarmente suggestiva al tramonto.

PAGODA MINGALARZEDI

Fu costruita nel 1284 per volontà del Re Narathihapati, si dice che sia una delle più belle pagode di Bagan e che rappresenti la fioritura finale della creatività architettonica del regno.

PAGODA SEINNYET NYIMA

La pagoda che poggia su tre terrazze porta sulla cima un ombrellino stilizzato; attribuita alla regina Seinnyet, che visse nel XI secolo, sembra invece risalire a duecento anni dopo.

PAGODA SHWESANDAW

Questa splendida pagoda fu costruita nel 1057 per volere di Re Anawrahta. Attorno alle cinque terrazze, su cui si ergono le due terrazze ottagonali che sostengono la campana della pagoda, vi sono illustrate scene tratte dal Jataka.

TEMPIO DHAMMAYANGYI

Costruito attorno al 1170 per volere del Re Narathu ha una struttura piuttosto imponente e oltre a mostrare la più bella muratura in mattoni di Bagan offre un’incantevole veduta della valle dei templi.

TEMPIO HTILOMINLO

Il nome deriva da una deformazione della parola Pali significante “benedizione dei tre mondi”, fu costruita nel 1211 per volontà dal Re Nantaungmya che scelse questo luogo perché qui fu eletto come successore alla corona tra cinque fratelli.

TEMPIO LEMYENTHNA

Le pareti interne di questo tempio sono decorate con affreschi ottimamente conservati. L’edificio poggia su un’alta piattaforma mentre sulla cima ha una guglia di stile indiano abbastanza simile a quello del tempio di Ananda.

TEMPIO MANUHA

Questo tempio deve il suo nome al re mon di Thaton che fu tenuto prigioniero a Bagan da Anawrahta, nel 1059 gli fu consentito di costruire questo tempio che doveva rappresentare la sofferenza determinata dalla prigionia.

TEMPIO NANDAMANYA

Questo piccolo tempio risale alla metà del XIII secolo e consiste in una solo camera con affreschi splendidi e una tipica immagine del Buddha.

TEMPIO NANPAYA

Questo ex tempio indù secondo la leggenda utilizzato come prigione per il re di Thaton, ha dei bei bassorilievi che raffigurano Brahma con quattro facce. Le finestre di pietra perforata caratterizzate da degli archi testimoniano la prima architettura di Bagan.

TEMPIO THATBYINNYU

Il tempio è il più alto di Bagan e risale alla metà del XII secolo costruito per volere del Re Alaungsithu. L’edificio ha una struttura cubica unita da terrazze digradanti dalle quali si erge un sikhara.

A circa 60 chilometri a Sud-est di Bagan sulle cime di un vulcano spento è posto un tempio a 1500 metri d’altezza, considerato la dimora dei Nats birmani. Due volte all’anno un migliaio di persone si raggruppano qui per partecipare alla festa in onore di questi spiriti e per venerarli e rendere loro omaggio.

Yandabo è un caratteristico villaggio posto sulle sponde del maestoso fiume Irrawaddy, dove gli abitanti vivono in armonia con la natura e sono ben conosciuti nel paese per le loro grandi capacità manuali di lavorazione e produzione della terracotta. Ritmi e usanze sono quelle di una civiltà ormai perduta, infatti gli abitanti del villaggio vivono ancora seguendo antiche tradizioni, semplici e spontanee, che permettono al viaggiatore di immergersi piacevolmente nella genuinità unica di questo luogo.

A Mandalay il turista è a contatto con il vero Myanmar. Si tratta della seconda città del paese con una popolazione di 700.000 abitanti. Qui si trova il cuore culturale dove sopravvivono le arti più raffinate, le tradizioni più antiche, le danze, la musica e il teatro. Mandalay è inoltre nota per il suo artigianato, la creazione di gioielli in oro e argento, l’intaglio del legno, la tessitura della seta e le tappezzerie. Mandalay è stata l’ultima capitale del regno di Myanmar e non offre solo una bellissima vista panoramica sulla città ma anche un vivace mercato, antichi palazzi dei regnanti del passato, una breve crociera lungo il fiume Ayeyarwady e per finire una passeggiata tra le strade della città su un trishaw trainato da cavalli.

LA COLLINA DI MANDALAY

Salendo i gradini si giunge in cima alla collina da cui si gode una spettacolare vista sulla città, sul fiume Ayeyarwady e sulle colline Shan che si intravedono all’orizzonte. Lungo la strada sono possibili incontri interessanti: le reliquie del Buddha a Pershewar, probabilmente le uniche ossa esistenti di Buddha, l’immenso Buddha di Shweyattaw, placcato d’oro e una miriade di bancarelle piene di souvenir.

PAGODA KUTHODAW

Questa pagoda è stata edificata dal Re Mindon nel 1857. Essa rappresenta quello che è comunemente chiamato il “libro più grande del mondo” ovvero le complete scritture buddhiste incise su 729 lastre di pietra, poste nel cortile all’esterno della pagoda.

IL PALAZZO DI MANDALAY

La città d’oro è centro di gloria del Re Mindon. Si tratta di un magnifico complesso danneggiato durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Una copia esatta del palazzo è stata costruita durante gli anni ’90 del XX secolo all’interno delle mura. Le mura circondate da un fossato sono la gioia degli artisti, pittori, architetti e fotografi.

SHWENANDAW KYAUNG

Questo monastero è stato edificato sfruttando le tecniche d’incisione del legno, materiale in cui è interamente costruito. Rinomato per i suoi fini intagli, è un esempio notevole dell’architettura tradizionale birmana in legno.

PAGODA MAHAMUNI

In origine fu voluta da Re Bodawpaya nel 1784, vi fu costruita anche una strada di mattoni che andava dal suo palazzo alla porta orientale della pagoda; si possono ancora vedere alcune tracce di questa strada reale. L’edificio è importante per l’immagine di Mahamuni, che è oggetto di grande venerazione e che fu portata nel Myanmar da Mrauk-U nel Rakhine nel 1784 per custodirla in quanto già allora ritenuta molto antica.

Amarapura

Antica capitale della Monarchia birmana situata a 11 chilometri a sud di Mandalay. Degni di nota sono: il Ponte U-Bein in tek che attraversa un le acque, poco profonde, del lago Taungthaman. E’ il più lungo ponte in tek del mondo. Il monastero Moha Gandayon Kyaung in cui risiedono diverse migliaia di giovani monaci. L’industria tessile della seta.

Sagaing

L’attrazione di Sagaing, a ventuno chilometri a sud-ovest di Mandalay sulla riva occidentale sul fiume Ayeyarwady, sono le colline di Sagaing, rifugio per gli studiosi del buddhismo e per gli amanti della meditazione. Altri luoghi d’interesse includono la Kaughmudaw, una gigantesca pagoda a forma di duomo e il villaggio di Ywahtaung, sede degli artigiani che lavorano l’argento.

Inwa

Capitale storica, questa località è conosciuta per la sua arte e la sua architettura. Qui l’unico modo per spostarsi tra siti distanti l’uno dall’altro è il carretto trainato dal cavallo.

Py-in-oo-lwin

Un senso di serenità Vi accoglie all’ingresso di Py-In-Oo-Lwin, un altopiano fresco e panoramico a 1100 metri sul livello del mare. Sembra che sia cambiato poco dai giorni di kipling. Vale veramente la pena di visitare questo luogo con bellissimi edifici in stile Tudor, piazze, un bel mercato e vegetazione lussureggiante. Visitate lo spazioso Giardino Botanico di 142 ettari con ciliegi in fiore a dicembre e a gennaio. Da non perdere le vicine cascate di Pwekauk, la grotta di pietra calcarea aperta di recente e il ruscello sotterraneo di Peik Chin Myaung.

Mingun

Il villaggio posto sul fiume Ayeyarwady promette essere una piacevole avventura: i barcaioli sulle loro lance che scivolano sullo specchio d’acqua, faticosamente trainati dallo loro mogli che camminano sulla sponda con una lunga corda legata alla vita, le chiacchiere vivaci delle donne intente a fare il bucato sulle piattaforme galleggianti, i bambini sorridenti e spensierati, la case di bambù. Tutto ciò fa di questo posto un vero sogno.

LA CAMPANA DI MINGUN

E’ la più grande campana suonante, sospesa e ancora intatta del mondo dal peso di 90 tonnellate; è alta quattro metri ed ha un diametro di cinque metri.

PAGODA MINGUN

Voluta dal Re Bodawpaya, interrotta alla sua morte, rimane un’opera incompiuta che, se fosse stata completata, sarebbe ora la pagoda più grande del mondo.

PAGODA SETTAWYA

Affacciato sul fiume Ayeyarwady si trova questo tempio a volta con uno spazio interno in cui è custodita un’impronta del Buddha. Degne di visita sono la pagoda pahtodawgyi, la pagoda Shinbume, la pagoda Settawy, la pagoda Pondaw-Hpaya.

Irrawaddy

Tra i maestosi fiumi che caratterizzano il Sud Est asiatico l’Irrawaddy, il principale fiume del Myanmar, è sicuramente degno di nota. Lungo 2.200 km offre uno scenario naturale incontaminato da secoli. Una crociera sul principale fiume del Myanmar, da sempre maggiore via di comunicazione del paese, è sicuramente un’esperienza commovente. Nessun battello è più appropriato a questo scopo della RV Pandaw. Costruita in Scozia nel 1947 attenendosi scrupolosamente al design dei modelli di un’antica compagnia di navigazione birmana, la Pandaw è stata dotata di tutti i comfort che generalmente caratterizzano i grandi alberghi, rendendo così sia gli ambienti comuni che le cabine molto gradevoli. Risulta quindi essere, questo, uno dei migliori modi per raggiungere i diversi punti di interesse che la storia ha disseminato lungo il corso di questo affascinante fiume.

Lago Inle – Heho

Situato tra le montagne Shan a 900 metri sul livello del mare è assolutamente uno degli spettacoli più magici di tutto il sud-est asiatico. Qui, in questo luogo mistico e pittoresco dalle acque calmissime, i nativi Inthas (figli del lago) vivono in palafitte e coltivano orti galleggianti che vengono poi spostati in base alle esigenze, grazie all’uso sapiente di lunghi bastoni, mentre i pescatori remano con i piedi per aver le mani libere. La presenza di molti gruppi etnici nella zona rende questo luogo un posto accattivante e di grande interesse culturale. Al centro del lago è situata la pagoda Phaung Daw Oo, qui ogni ottobre numerosi pellegrini si riuniscono per la festa annuale in onore della pagoda.

Taunggyi

Località collinare a 1460 metri sul livello del mare, con un clima fresco durante tutto l’anno: capitale dello Stato Shan, è il luogo ideale per rilassarsi, far niente, mangiare fragole e ammirare lo spettacolo di colori offerto dalle diverse etnie, ognuna con i suoi abiti tipici.

Kalaw

Kalaw è un altro luogo di soggiorno estivo, calmo e tranquillo a 71 chilometri ad ovest di Taunggyi, ricoperto da fresche pinete percorse da sentieri, mantiene alcune case in perfetto stile inglese. Affascinanti i costumi delle etnie Shan, Padaung, Pa O e Palaung.

Pindaya

A circa 45 chilometri da Kalaw si trova Pindaya molto famosa per le sue grotte. All’interno delle grotte interamente in calcare si trovano migliaia di immagini di Buddha, alcune delle quali risalgono a circa mille anni fa. Ascoltando i suoni risultanti dai colpi portati con canne di bambù sulle stalagmiti e stalattiti, ci si cala facilmente in quel misticismo che per secoli ha accompagnato i monaci buddhisti di queste aree. All’entrata delle grotte si può godere di una splendida vista panoramica sulle campagne circostanti.

Mrauk-u

Sito archeologico che con molta più pacatezza di Bagan mostra le sue rovine, in parte restaurate, in parte sprofondate nella foresta, verdi di muschi e felci, assumendo così un fascino particolare.

PAGODA SHITTHAUNG

Definito il “tempio delle 80.000 immagini” è forse il più sorprendente di tutta Mrauk-U; fatto erigere nel 1536 da Re Hong Ba Gree per commemorare la vittoria sugli stati bengalesi.

TEMPIO ANDAW

Questo tempio fu costruito per custodire un dente di Buddha portato dallo Sri-Lanka; interessante la costruzione ottagonale sorgente su una collinetta, il tempio, alto 12 metri, è circondato su tre lati da piccole pagode mentre sul lato a est si apre la sala della preghiera.

TEMPIO DUKKANTHEIN

Eretto nel 1571 da Mong Phaloung sotto suggerimento dei suoi astrologi per evitare ribellioni. Il labirinto delle sue gallerie termina nella stanza delle reliquie, dove sembra si riunissero gli alti prelati del Sangha a discutere di religione.

Monywa

Si trova a 136 chilometri a nord-ovest di Mandalay, interessante come sito archeologico, in particolar modo per la pagoda di Than Boddhay che ha una struttura simile a quella situata sul monte Meru, molto interessanti sono le grotte Pho Win Ill.

Sittwe

La città, importante porto dello stato del Rakhine, conobbe il suo periodo d’oro sotto l’occupazione inglese, quando divenne un importante scalo sulla rotta per Calcutta. Qui la popolazione porta ancora avanti con tenacia gli usi e i costumi locali tanto che chi sposa uno straniero o anche un birmano è malvisto. Degna di una visita la pagoda Paya Gyi sostenuta da pilastri decorati da mosaici di specchi.

Collocata sull’altopiano Shan a 1000 metri di altitudine è la culla della cultura Khun, popolazione simile ai Lanna che abitano il nord della Thailandia, che prima di cadere sotto il dominio del re birmano Anawraha costituiva un regno indipendente. Kengtung nonostante non abbia una buona reputazione, soprattutto per quanto riguarda il gioco d’azzardo, ha un fascino inconfondibile che risiede nella sua posizione, nei grandi alberi, nelle diverse etnie che vi abitano, nei più di trentacinque piccoli monasteri disseminati nel territorio; di questi particolare attenzione va al tempio Maha Myat Mhuni dalle pareti rosso mattone ornate da dipinti d’oro e contenente una pittoresca statua del Buddha e al monastero Wat Zom Khum.

Piccola regione montuosa stretta tra lo Shan e lo stato Karen dove vivono diversi gruppi etnici famosi per i loro vivaci mercati locali. Sarà facile vedere per strada donne col turbante colorato, vestiti tipici e bolle di thanaka sulle guance, ma anche monaci in tunica rossa, stupa dorati e monasteri nascosti tra la natura rigogliosa.

Nello regione birmana di Rakhine lungo la costa sorge Thandwe, splendida località di mare ancora intatta nella sua genuinità con una lunghe spiagge bianche orlate di palme e bagnate da un mare dall’acqua calda e chiara. Tra queste Ngapali è considerata dagli stessi birmani la più bella spiaggia del Myanmar.

In questo paradiso fuori dal tempo la quiete regna sovrana e la vita è scandita da ritmi semplici. Qui si fanno piacevoli passeggiate sulla lunga spiaggia bianca incontrando venditrici di frutta che camminano con portamento elegante e pescatori che lanciano le reti in mare direttamente dal bagnasciuga che invita a piacevoli e numerosi bagni. Tutto è ancora molto semplice e spontaneo piccoli ristorantini a gestione locale, giri in bicicletta, tramonti mozzafiato, nel villaggio che sorge alla fine di questa lunga spiaggia durante il giorno i pescatori sono indaffarati intorno alle grandi reti, sotto le palme cariche di noci di cocco.

In questo paradiso sorge tra gli altri il Sandoway Resort, un luogo magico e rilassante lontano dal logorio della vita moderna, senza televisione e trilli di cellulari, in grado di offrire una magnifica atmosfera, perfetta per riconnettersi con la natura il totale relax. Dalla stessa filosofia nasce l’Art of Sand Resort, uno splendido complesso affacciato sul mare studiato in armonia con l’ambiente naturale che lo circonda. Sara’ impossibile non restare affascinati da questo luogo fuori dal tempo

Un arcipelago incontaminato nel mare delle Andamane ai confini tra Myanmar e Thailandia, che si estende per più di quattrocento chilometri, tra isole quasi completamente disabitate e spiagge di sabbia bianchissima, dove convivono culture e stili di vita che ci riportano indietro nel tempo.

Mare, spiagge bianche, isole inesplorate e natura lussureggiante: queste sono le isole Mergui. In una delle poche isole abitate dell’arcipelago sorge il Victoria Cliff Resort, un luogo che permettere di vivere appieno il lato più selvaggio dell’isola. Qui la natura e’ al centro dell’attenzione, con ampie spiagge, e fitta vegetazione che rendono questo luogo perfetto per chi cerca l’autenticità di una meta inesplorata.

Un paradiso per chi ama le immersioni e lo snorkeling. Le isole Mergui sono una piacevole sorpresa per chiunque ami le atmosfere autentiche di un luogo ancora fuori dalle mete più gettonate, dove le spiagge hanno mantenuto inalterato il loro fascino, e dove il silenzio è interrotto soltanto dai rumori della natura.

Altre informazioni:

Clima tropicale. Il fattore determinante per il clima del paese è rappresentato dalle precipitazioni che, apportate dai monsoni di sud-ovest, determinano l’avvicendarsi di tre stagioni: quella piovosa da metà maggio circa ad ottobre, una stagione fresca ed asciutta da novembre a febbraio, seguita da una più calda da marzo a maggio. Le temperature sono tropicali sulle fasce costiere e più miti, ma senza mai scendere sotto i 20° C nelle zone degli altipiani. Sui 2000-3000 metri il clima montano e le precipitazioni assumono carattere nevoso. Nella zona del Lago Inle le temperature specie nel periodo corrispondente al nostro inverno si aggirano attorno ai 12 gradi e durante la notte a volte ci si avvicina ai zero gradi.

Il territorio birmano copre una superficie di 678.000 kmq ed è geograficamente accomunato al Sud Est Asiatico. Il suo confine settentrionale è chiuso fra i territori cinese, ad Est, e indiano, ad Ovest. Lungo il suo limite orientale confina con una piccola parte del territorio laotiano e una grand parte del territorio thailandese. Ad Ovest confine con il Bangladesh mentre a Sud, la sua lunghissima costa marina è bagnata dal Golfo del Bengala e dal Mare delle Andamane. Ad occidente, a nord e ad oriente, una serie di montagne e di altipiani chiudono il Paese con un arco pressoché continuo, che si rende particolarmente impervio nelle regioni nordoccidentali dove si innalzano alte vette fra le quali il monte Hkakabo Razi di 5881 metri. Ad oriente si innalza il vasto altipiano dello Shan, compreso tra i 1200 e i 200 metri, che occupa quasi un quarto dell’intera superficie del Paese. Nella Birmania centrale si estende invece una vasta pianura alluvionale caratterizzata dal lungo corso del fiume Irrawaddy che rappresenta l’arteria principale da cui dipende gran parte della vita economica del Paese. Le città principali sono Yangon, con circa 4 milioni di abitanti, e Mandalay, con poco più di 600.000 abitanti.

I primi importanti contatti dei popoli birmani con il mondo esterno avvennero verso la fine del II secolo d.C., ed in modo particolare con l’India che un po’ alla volta ne influenzò la loro civiltà introducendo la propria religione e la propria arte. Verso la fine dell’800 ebbe inizio l’era del regno di Bagan (Pagan) che conquistò alcuni regni limitrofi e che durò fino al XIII secolo, quando venne conquistato dai Mongoli dell’imperatore cinese Khubilai Khan, nipote di Genghiz Khan. Al dominio mongolo subentrò poi il regno Mon, con capitale a Pugu, che durò quasi due secoli. Nel XVI secolo cominciarono poi ad apparire i primi europei, soprattutto portoghesi, e nel 1531 sorse un nuovo importante regno che prese il nome di Taungu. Questi regni si combatterono per lunghi anni e ne risultò la nascita di una nuova dinastia che prese il nome di Alaungpaya e che durante i suoi tentativi di espansione determinò i primi scontri con i Britannici, ormai pressoché padroni dell’India. La Birmania cadde sotto la dominazione inglese nel 1824 e questo periodo fu seguito da altre due guerre anglo-birmane. Nel 1886 il Paese divenne una colonia britannico facente parte dell’Impero dell’India e poi, nel 1937, passò direttamente alle dipendenze del governo inglese. Nel 1942 i Giapponesi invasero il Paese, appoggiati dai Birmani che un anno dopo si proclamarono indipendenti e dichiararono guerra alla Gran Bretagna. Fu in un secondo tempo però che i Birmani si allearono con gli Inglesi per scacciare i Giapponesi dal Paese. Nel 1948 la Gran Bretagna riconosce l’indipendenza della Birmania e nasce così il governo dell’Unione Federale Birmana che sotto la guida del primo ministro U Nu (1948-1954) riesce a restaurare l’ordine pubblico. Nel 1958 un colpo di stato capeggiato dalle destre filoccidentali porta alla dittatura del generale Ne Win. Alla fine del 1959 U Nu tornò a capo del governo con una larga maggioranza parlamentare ma fu nuovamente rovesciato, nel 1962, da un altro colpo di stato militare che riportò al potere il generale Ne Win. La sua politica anti-cinese portò il Paese a violenti scontri interni e verso un isolamento che diventerà una delle cause delle sue disavventure economiche. Nel 1974 venne emanata una nuova costituzione, a indirizzo socialista, e Ne Win fu proclamato presidente della Repubblica, carica che rivestì fino al 1981 quando rinunciò al mandato e venne sostituito dal generale San Yu. Sette anni dopo, San Yu venne a sua volta sostituito dal generale Saw Maung che continua tuttora con una politica dittatoriale ma che sta cercando di aprire il Paese al turismo e agli investimenti stranieri. Nel 1990 si tennero le elezioni nazionali, ma a tutt’oggi la giunta militare non ha ancora ceduto le redini del potere alla National League of Democracy, il partito guidatoda Aung San Suu Kyi che riportò una schiacciante vittoria. Nel 1991, Aung San Suu Kyi fu insignita del premio Nobel per la pace. La giunta militare di Yangon afferma da sempre di voler restaurare la democrazia, ma sostiene che un processo troppo rapido in questo senso comporterebbe il rischio di disintegrazione del Myanmar, composto da una moltitudine di etnie.

Il Myanmar è governato dal SPDC (Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo) ovvero la giunta militare al potere dal 1962.

L’ottantasette per cento dei birmani è buddhista della corrente theravada. Nonostante la profonda enfasi posta sul buddhismo, il Myanmar è un paese di grande libertà religiosa. Troviamo quindi luoghi di culto cristiano di tutte le chiese, sinagoghe, moschee, templi indù e sikh. Le origini del buddhismo in Myanmar risalgono al III secolo a.C. quando il grande re indiano Asoha inviò dei suoi missionari in Myanmar con lo scopo di convertirne al buddhismo gli abitanti che all’epoca professavano esclusivamente l’animismo. Dal VI al X secolo d.C. giunsero in Myanmar alcune ondate di missionari provenienti dallo Sri Lanka che portarono e diffusero le idee della corrente theravada per poi arrivare all’IX secolo dove risultava che l’etnia dei pyu aveva già accolto le idee del buddhismo theravada anche se mescolate con alcuni concetti del mahayana e del tantrico tibetano. Dall’XI secolo il re Anarawtha dell’impero di Pagan opera attivamente al fine di eliminare dal buddhismo praticato nel suo regno tutti i concetti estranei alla corrente theravada, ritrovandosi però costretto ad accettare il mantenimento del radicato e primitivo culto dei Nat.

Uno dei tabù più di discussi è dato proprio dal nome di questo Stato, si dice Birmania o Myanmar? Il nome Birmania nace durante il periodo britannico, ma dal 1989 la giunta militare ripristinò il nome originale Myanmar.

Per quanto riguarda la buona educazione è sempre importante ricordare che le scarpe devono essere tolte anche quando si entra in una casa privata. Indicare qualcuno con i piedi è considerato come la peggiore delle ingiurie, perché il piede è la parte più disprezzata del corpo. Ogni immagine del Buddha, grande o piccola, rovinata o intatta che sia, è considerata un oggetto sacro e quindi va rispettata e non ci si deve arrampicare sopra per scattare le fotografie. Uno degli aspetti più belli di un viaggio in Myanmar è costituito dall’opportunità di entrare in contatto con una zona dell’Asia che per molti versi non è cambiata dai tempi della dominazione inglese. Parlando di gastronomia invece possiamo dire che ottima è la birra locale. Si possono trovare diversi superalcolici come rhum, whisky e gin di produzione locale, il vino di lychee, mentre bibita molto diffusa per starda è il succo di canna da zucchero. Il te birmano ha un sapore molto forte, molto dolce e con troppo latte. I piatti dell’autentica cucina birmana sono più semplici da acquistare sulle bancarelle piuttosto che nei ristoranti, dove predominano la cucina cinese e indiana. Il riso, ingrediente fondamentale della cucina birmana, è spesso condito con spezie piccanti o accompagnato da una saporita insalata di verdure crude; su quasi ogni piatto viene aggiunto il ngapi, pasta di gamberi essiccata e fermentata.

Visti e Documenti

E’ necessario avere il passaporto individuale con una validità minima di 6 mesi. Verificare che sul passaporto vi siano almeno due pagine libere per apporre i timbri. Da ottobre 2019 per i cittadini italiani, grazie alla nuova direttiva del governo locale, sarà possibile richiedere il visto turistico direttamente all’arrivo negli aeroporti internazionali di Yangon, Mandalay e Naypyidaw (visa on arrival – costo di 50 dollari). In ogni caso Mosaico consiglia di partire dall’Italia già muniti di visto, con la procedura on-line, che rilascia una lettera di approvazione da presentare all’arrivo in aeroporto, e che permette di evitare lunghe file. Esiste anche la procedura tradizionale di richiesta del visto, che si ottiene tramite l’Ambasciata di Roma almeno 20 giorni prima della partenza. Il visto permette un soggiorno 30 giorni. Per il disbrigo delle formalità di dogana e immigrazione, è opportuno recarsi in aeroporto con sufficiente anticipo.

Fuso Orario

In estate, quando in Italia vige l’ora locale, ci sono 4 ore e trenta minuti, mentre in inverno, quando vige l’ora solare, le ore di differenza diventano 5 ore e trenta minuti.

Moneta

In Myanmar la moneta locale è il Kyat (K) pronunciato giat e 1 USD corrisponde a circa 6 Kyat. Consigliamo di portare contanti in dollari americani, possibilmente di vario taglio. Anche gli euro sono accettati ormai ovunque. Tutte le banconote devono essere di recente emissione, non usurate o rotte e senza scritte. Le carte di credito sono accettate di norma ovunque (circuito Visa e Mastercard, più raro il circuito American Express). Solo in rare eccezioni come piccoli alberghi, mercati locali e bancarelle non si accettano carte.

Vaccinazioni

Non è richiesta alcuna vaccinazione.In Myanmar non è sicuro bere l’acqua del rubinetto, per cui è consigliabile, per motivi igienici-sanitari consumare solo acqua in bottiglie sigillate oppure bevande calde.Durante il soggiorno mare si consiglia di consumare i pasti nei ristoranti degli alberghi.

Telefono

I costi di una telefonata internazionale sono molto alti con l’utilizzo di sim card provenienti dall’estero. Suggeriamo quindi l’acquisto di sim card prepagate locali, sulla quale non ci sarà alcun addebito per le chiamate ricevute o in entrata. Inoltre sarà possibile aprire la connessione dati per avere internet ovunque. Le sim sono acquistabili in qualsiasi città del paese. Ricordiamo che in tutti gli alberghi ed in molti siti visitati è attiva la rete wi-fi. L’accesso a internet resta invece meno frequente nelle zone rurali.

Patente

Si sconsiglia vivamento al cittadino straniero di mettersi alla guida in Myanmar ad ogni modo per chi volesse condurre un mezzo in prima persona è richiesta la patente internazionale che in Italia viene rilasciata dagli uffici dell’A.C.I

Abbigliamento

Indumenti estivi di cotone leggero sono l’abbigliamento più indicato per viaggiare nei paesi tropicali. Da non scordare una maglia leggera a maniche lunghe per difendersi dall’aria condizionata, scarpe comode come quelle da ginnastica, oppure dei sandali e cappello.Vi consigliamo di portare anche un maglione pesante e un impermeabile tipo k-way da indossare per la navigazione sul lago Inle. È doveroso rispettare le usanze locali in fatto di vestiario, soprattutto nei siti religiosi: non sono graditi pantaloncini corti e canottiere. Nei templi è obbligatorio andare a piedi nudi anche se spesso ai turisti e consentito l’uso dei calzini.

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