Kyaikhtiyo, meglio conosciuta con il nome di Golden Rock (Roccia d’Oro), dista circa 160 chilometri da Yangon (4-5 ore di auto).
Si tratta di un luogo estremamente affascinante, che attira a sè pellegrini da tutto il mondo.
La roccia d’oro si trova nel territorio dell’antico regno Suvannabhumi, che significa appunto “la terra dorata”; è il terzo luogo più importante di pellegrinaggio buddhista della Birmania dopo la pagoda Shwedagon e il tempio Maha Muni.
Il nome Khyaik-ei-thi-yo nel linguaggio Mon significa, ricollegandosi alla leggenda della sua origine, “la pagoda nata dalla testa dell’eremita”.
Infatti questa piccola pagoda di pochi metri di altezza è situata sulla sommità di un masso di granito alto 25 metri, completamente ricoperto di foglie d’oro attaccate dai fedeli, posto in equilibrio apparentemente precario sul pendio Paung-laung, nella parte est della montagna Yoma.

La leggenda della Roccia D’oro in Myanmar (Kyaikhtiyo)

La leggenda vuole che nel XI secolo il re Tissa ricevesse in dono un capello di Buddha da un vecchio eremita, a condizione che fosse costruita una pagoda su un masso che assomigliasse alla testa del vecchio. Questa roccia fu trovata in fondo al mare e venne trasportata sulla montagna. Il masso fu posato su una tavola e la tradizione dice che sia proprio il capello a tenerlo in equilibrio.
Lo scenario che avvolge questo luogo intenso e misterioso è incantevole:
“Tutt’ intorno un enorme complesso di  diversi templi, ristoranti e bancarelline  per accogliere gli  innumerevoli visitatori desiderosi di apporre la propria foglia dorata sulla pietra , tutti stupiti da quella collocazione in bilico,  che sembra essere frutto di una qualche magia.
Al tramonto la roccia splende e da lassù si contemplano scenari spettacolari in un’atmosfera di rapimento che leggi sul volto dei pellegrini.  Tanti sono giunti alla Roccia D’Oro percorrendo chilometri in salita a piedi nudi.
Per i meno audaci la salita avviene su dei camion attrezzati con panche  che si inerpicano carichi  fino all’inverosimile. Per le ultime poche e ripide centinaia di metri alla meta, ci sono giovani locali che per pochi kyat trasportano i più pigri tra i visitatori su caratteristiche portantine in bamboo”.
Un luogo mistico, magico, ricco di fascino, intriso di leggenda. Raccontare ciò che abbiamo visto e toccato con mano con i nostri occhi ci rende felici.
Le storie uniscono, e noi ne abbiamo tante da raccontare.

Lascia un commento.